36enne precipitato dalla finestra durante una perquisizione a Roma. Il commento del Capo della Polizia

Un 36enne sordomuto e di etnia rom è precipitato a fine luglio dalla sua camera durante un intervento della polizia ed è in coma. L’episodio è avvenuto a Primavalle, periferia di Roma. La procura indaga per tentato omicidio. Sulla vicenda è stata presentata un’interrogazione parlamentare da parte dell’onorevole Riccardo Magi di +Europa.

Un 36enne sordomuto di origine rom è precipitato dalla finestra di un appartamento di uno stabile di edilizia popolare a Roma, nel quartiere Primavalle, nel corso di una perquisizione delle forze dell’ordine. La vicenda, denunciata dai familiari dell’uomo, ora in coma, è avvenuta a luglio ma solo l’attenzione dell’onorevole Riccardo Magi ha portato il caso al centro di un’interrogazione parlamentare alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

Alla Camera, al fianco di Riccardo Magi, deputato di +Europa, e di Carlo Stasolla, portavoce di Associazione 21 luglio, e degli avvocati della famiglia, c’era anche Fatima Sejdovic: la madre di Hasib Omerovich che chiede giustizia per il figlio ora in coma, forse irreversibile. La procura di Roma ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per tentato omicidio e il pm Stefano Luciani ha disposto il sequestro di quanto ritrovato nella camera dell’uomo e chiesto le motivazioni dell’intervento degli agenti di polizia.

La vicenda

Il 5 agosto scorso, ricostruisce l’Adnkronos, i coniugi Omerovic/Sejdovic, di origine rom, con 4 figli, due minori e due disabili adulti, che vivono in una casa popolare in zona Primavalle, a Roma, hanno depositato un esposto alla procura della Repubblica nel quale vengono riportati i fatti che sarebbero accaduti nei giorni precedenti. A seguito di un post sui social successivamente cancellato su Hasib Omerovic, scaturiscono vaghe voci relative a sue presunte azioni a infastidire alcune giovani del quartiere. Secondo l’esposto, il 25 luglio scorso, quando nell’appartamento risultano presenti Hasib e la sorella, anche lei disabile, quattro persone persone, qualificatesi come agenti della polizia, fanno il loro ingresso nell’appartamento. Vengono chiesti i documenti di Hasib, che prontamente li deposita sul tavolo. Secondo quanto appreso da una testimonianza raccolta, sarebbe nata un’improvvisa colluttazione.

L’esposto riporta inoltre che, quando i presunti agenti escono dall’abitazione, il corpo di Hasib giace insanguinato sull’asfalto, dopo essere precipitato dalla finestra della sua camera da un’altezza di circa 8 metri. All’interno dell’abitazione sarebbero stati in seguito rinvenuti il manico di una scopa spaccato in due e numerose macchie di sangue su vestiti e lenzuola. La porta della camera di Hasib sarebbe risultata sfondata. Portato in ospedale a causa dei numerosi traumi, il giovane Hasib è da 50 giorni in coma gravissime condizioni.

Il commento del Capo della Polizia

“In relazione all’intervento effettuato a fine luglio in zona Primavalle dagli agenti del locale Distretto di Polizia nell’abitazione della famiglia Omerovic, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza comunica che il Capo della Polizia Lamberto Giannini segue in prima persona gli accertamenti che la Questura di Roma sta effettuando per far luce su quanto accaduto con la massima trasparenza garantendo una costante collaborazione alla Procura della Repubblica”. Così in una nota il dipartimento di Pubblica Sicurezza in relazione alla vicenda del 36enne.

Fonte Adnkronos.

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