Difesa

3 Caschi Blu morti nel sud del Libano, Crosetto: “Inaccettabile colpire l’Onu”. Ma Israele chiede di smantellare UNIFIL

Tre peacekeeper uccisi in 24 ore nel sud del Libano

Sale la tensione nel sud del Libano dopo la morte di tre Caschi Blu indonesiani e il ferimento di altri cinque nelle ultime 24 ore nell’ambito della missione UNIFIL. Gli ultimi due peacekeeper sono morti in seguito a un’esplosione che ha colpito il veicolo su cui viaggiavano nei pressi di Bani Hayyan. Un terzo militare era rimasto ucciso il giorno precedente, secondo quanto riferito dalla stessa missione ONU.

UNIFIL ha confermato che due Caschi Blu sono “tragicamente uccisi” in un’esplosione “di cui non si conoscono le cause”, mentre un terzo è rimasto gravemente ferito e un quarto ha riportato altre ferite. La missione ha parlato del “secondo incidente mortale nelle ultime 24 ore” e ha annunciato l’avvio di un’indagine interna per chiarire l’accaduto.

Crosetto: “Colpire i contingenti ONU non è tollerabile”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso una condanna netta. In un post pubblicato sull’account X della Difesa ha dichiarato: “Sto seguendo con forte apprensione quanto sta accadendo nel sud del Libano, in particolare in relazione al coinvolgimento delle forze di Unifil, che oggi ha causato la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri”.

Crosetto ha aggiunto di aver avuto nel pomeriggio un colloquio telefonico con la collega francese Catherine Vautrin, con cui ha condiviso “la rilevanza strategica di Unifil”.

Il passaggio politicamente più duro è quello rivolto contro chi colpisce i militari ONU: “Colpire i contingenti delle Nazioni Unite non è tollerabile né accettabile in alcun modo”. E ancora: “Le forze Onu sono lì per garantire la pace, contribuire a prevenire escalation e offrire, ove possibile, uno spazio di dialogo e protezione per la popolazione civile”.

Il ministro ha poi allargato il significato dell’attacco oltre il piano militare: “Chi attacca i Caschi Blu non colpisce singoli contingenti: colpisce la comunità internazionale nel suo insieme e i principi che garantiscono la convivenza tra Stati”.

La Francia muove il dossier ONU: chiesta una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza

Sul piano diplomatico, Parigi ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione delle forze di pace in Libano. La Francia ha inoltre comunicato a Israele la propria condanna per le uccisioni dei peacekeeper.

Il contatto tra Crosetto e Vautrin si inserisce dunque in un quadro di crescente pressione internazionale attorno al ruolo e alla sicurezza della missione ONU in un’area sempre più esposta al conflitto.

L’Onu: “Nessuno dovrebbe morire al servizio della pace”

UNIFIL, nel comunicare le vittime, ha ribadito un concetto che fotografa la gravità del momento: “Nessuno dovrebbe mai morire al servizio della causa della pace”. La missione ha insistito sul fatto che “il costo umano di questo conflitto è troppo alto” e che “la violenza deve cessare”.

Da New York è intervenuto anche Jean-Pierre Lacroix, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace, che ha parlato di “inaccettabili incidenti” e ha sottolineato che i Caschi Blu non devono mai essere presi di mira.

Le sue parole sono state nette: “Tutti gli atti che mettono in pericolo i caschi blu devono cessare e tutti gli attori coinvolti devono rispettare i propri obblighi per garantire la sicurezza dei caschi blu in ogni momento”.

Lacroix ha inoltre ricordato che i peacekeeper restano sul campo e continuano a svolgere il mandato assegnato dal Consiglio di Sicurezza in condizioni estremamente pericolose, pur con capacità operative inevitabilmente limitate dal contesto.

Indonesia chiede un’indagine approfondita

Mentre l’ONU ha già annunciato verifiche per accertare la dinamica dell’esplosione, anche l’Indonesia, Paese di provenienza dei tre peacekeeper uccisi, ha chiesto un’indagine approfondita sul caso.

La richiesta di Giacarta aggiunge peso politico e internazionale a una vicenda che non riguarda solo la sicurezza dei contingenti, ma anche la tenuta della presenza ONU lungo una delle linee più instabili del Medio Oriente.

Israele attacca la missione: “UNIFIL ha fallito, il mandato è scaduto”

Se da Roma, Parigi e New York arrivano parole di difesa della missione, da parte israeliana il tono è opposto. L’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, ha infatti messo apertamente in discussione la permanenza di UNIFIL.

Secondo Peled, “il mandato dell’Unifil è scaduto” e la missione “non ha portato avanti il lavoro che doveva fare”. L’ambasciatore ha inoltre sostenuto che “Hezbollah sta usando le basi Unifil come scudo”, arrivando a una conclusione drastica: “Credo che l’Unifil vada smantellata”.

Una posizione che apre uno scontro politico e diplomatico frontale sul futuro della missione, proprio mentre il numero delle vittime tra i peacekeeper rende ancora più esplosivo il dossier Libano.

La missione UNIFIL al centro di una frattura internazionale

Il punto ormai è politico oltre che militare. Da una parte, Italia, Francia e Nazioni Unite ribadiscono la centralità strategica di UNIFIL come presidio di stabilizzazione, dialogo e protezione civile. Dall’altra, Israele ne contesta apertamente efficacia e mandato, fino a invocarne la chiusura.

Nel mezzo restano i fatti: tre Caschi Blu morti in 24 ore, un’indagine in corso sulle esplosioni, la richiesta francese di investire il Consiglio di Sicurezza e una missione ONU che continua a operare in un teatro sempre più pericoloso.

🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!

Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.

🔔 ISCRIVITI ORA

Unisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!

📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!

Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!

✅ Iscriviti su WhatsApp

Senza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.

Marco De Santis – Analista di sicurezza e difesa
Analista senior di sicurezza e difesa

Marco De Santis

Marco De Santis è un analista senior specializzato in sicurezza e difesa, con particolare attenzione alle minacce ibride, alla sicurezza interna e alle strategie di protezione nazionale. Ha maturato una lunga esperienza nello studio dei contesti operativi e delle dinamiche di sicurezza, integrando fonti istituzionali, analisi strategiche e valutazioni di rischio. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti dedicati ai temi della difesa, della sicurezza e degli scenari operativi.

Redazione web

Redazione Web Infodifesa Portale indipendente di informazione su Difesa e Sicurezza La Redazione Web di INFODIFESA è composta da giornalisti, analisti e specialisti del comparto difesa e sicurezza. Dal 2013 Infodifesa.it offre notizie, approfondimenti e analisi geopolitiche aggiornate e indipendenti. Il portale non è una testata giornalistica registrata e non ha carattere periodico – come specificato nella sezione Chi siamo di Infodifesa – ma pubblica contenuti informativi e di analisi in base alla disponibilità e all’attualità dei temi trattati. 📍 Trasparenza Tutti gli articoli vengono realizzati con attenzione alla verifica delle fonti e al rispetto della verità dei fatti. Le opinioni e i commenti riflettono l’esperienza e la competenza dei nostri collaboratori.