VILLECCO CALIPARI (PD): IL SINDACATO E’ INCOMPATIBILE CON LO STATUS MILITARE. QUINDI, QUALE RIFORMA?

L’On.
Rosa Villecco Calipari (PD) è la relatrice dei tre disegni di
legge di riforma della rappresentanza dei militari all’esame della Commissione
Difesa; uno dei tre progetti, quello dell’On. Scanu,
è anche firmato dalla medesima parlamentare.

In
un’intervista rilasciata al sempre attento Nuovo
Giornale dei militari
, la deputata democratica chiarisce quale
sia il suo pensiero, e probabilmente della maggioranza, per quanto riguarda il
testo della proposta di legge unificata che si andrà a discutere in Parlamento
e che si vorrebbe approvare in breve tempo.
Dobbiamo
purtroppo dare atto che da parte della relatrice vi è ora una
sostanziale chiusura 
ad una qualsiasi riforma che possa comportare un
diritto associativo sindacale per i militari italiani. L’On. Villecco Calipari,
stravolgendone il senso, prende spunto dalla nota sentenza della
Corte Costituzionale per affermare che sindacato e status militare sono
incompatibili.
Si
tratta di una vera e propria inversione di marcia rispetto alle iniziali aperture prospettate
dalla stessa deputata circa due mesi or sono.
Inoltre,
la relatrice, in maniera molto sbrigativa, liquida tutta la più progressista
legislazione europea ed
i richiami degli organi internazionali sulla
materia, affermando che l’Italia deve scegliere ciò che è più utile per le
proprie Forze Armate, giungendo addirittura ad affermare che gli strumenti di
tutela previsti dalla legislazione italiana per i militari sono migliori dei
diritti sindacali ed anche associativi già previsti da decenni in quasi tutti i
Paesi del continente.
La
deputata equipara il trattamento economico dei Corpi civili con quelli militari
per dedurre l’inutilità di una riforma in senso sindacale, dimenticando che la
disciplina del rapporto di lavoro non si limita solamente al mero aspetto
economico principale ma comporta molti altri ambiti nei quali la tutela
sindacale può incidere positivamente.
In
definitiva, la relatrice di maggioranza mette una pietra tombale sulle
richieste di riforma
 avanzate qualche giorno fa dal CoCeR della
Guardia di finanza, sostenuto da tutti i CoIR del
Corpo, sulla base di quanto deciso nelle assisi plenarie dei rappresentanti
avvenute nel 2008 2011.
Dispiace
constatare che ancora una volta nessuna considerazione o ragionamento viene
fatto in merito alla particolare situazione dei Finanzieri,
personale con status militare che
svolge però compiti del tutto scollegati con le Forze Armate e di interesse
fondamentale per la collettività.

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