Vigili Roma: Marino manda a casa il carabiniere e si affida ad un superpoliziotto

 
La scelta di un esterno per la guida del comando dei vigili urbani di Roma resta quella preferita dal sindaco Ignazio Marino. Ma dopo la gaffe sulla nomina di un colonnello dei carabinieri – costretto a rinunciare per un cavillo burocratico nell’avviso pubblicato dal Campidoglio -, questa volta il primo cittadino si affida ad un superpoliziotto. Raffaele Clemente, ex dirigente della sala operativa e dell’anticrimine, è il nuovo comandante dei caschi bianchi, nominato a 24 ore esatte dalla rinuncia del colonnello dell’Arma, Oreste Liporace, che ieri sera ha ritirato la sua candidatura per “rispetto per le istituzioni, per il corpo della polizia locale di Roma e per i cittadini romani”.
Marino questa sera ha ammesso che quello con Liporace è stato un errore “non di metodo ma di procedura interna” e ad ogni modo difende il suo staff: “E’ il migliore che si possa immaginare. Se c’è stata qualche negligenza nel controllare e’ stata del primo cittadino e non dei suoi collaboratori, io ragiono così””.
E deciso aggiunge: “Abbiamo ricevuto molti attacchi e critiche pesanti sui giornali perché stiamo sfidando i poteri forti.
Costruttori, imprenditori ed editori che rappresentano interessi precisi che non solo quelli dei romani”.
Questa volta il curriculum di Clemente, di origini napoletane con un passato alla Digos e fine conoscitore della città, sembra soddisfare tutti i requisiti del bando che ha scatenato
l’affaire Liporace.
L’ennesimo colpo di scena, però, non servirà a placare gli animi degli oltre 6.000 agenti della Capitale, che sono ormai ai ferri corti con il sindaco Marino. E minacciano, oltre ad uno sciopero per il giorno clou 18 ottobre che accoppia il corteo dei Cobas e la partita Roma-Napoli, settimane di agitazione a “macchia di leopardo”. E da stamani hanno sospeso alcuni servizi come gli sgomberi e l’antiprostituzione. Insomma Roma rischia di precipitare nel caos traffico e sicurezza senza l’apporto del Corpo della Polizia Municipale. Uno scenario da Babele che sarebbe ben più pesante di quello già vissuto ad esempio nell’era Veltroni con i tassisti che bloccarono la città. In cima alla lista di cose da fare del nuovo comandante, dunque, ci sarà quella di mettere ordine e riportare un po’ di quella tranquillità che in via della Consolazione sembra essere ormai svanita.

I sindacati, però, non fanno passi indietro: non vogliono sentir parlare di nomine esterne, lo hanno detto sin dalle dimissioni a luglio scorso di Carlo Buttarelli e lo confermano ancora oggi, che Clemente è diventato il loro nuovo comandante. L’agitazione – promettono – andrà avanti fino all’esito dell’incontro tra il primo cittadino e i sindacati che si terrà il prossimo 14 ottobre. “Abbiamo già indetto assemblee per le prossime due settimane – annuncia Francesco Croce della Uil – Queste riguarderanno tutti i gruppi e quindi tutto il
territorio della Capitale. L’incapacità di scelta del Campidoglio e’ il vero problema della Municipale”. E sul caso Liporace i sindacati non lesinano duri commenti: “Il sindaco ha messo in ridicolo il Corpo” dice il segretario dell’Ospol Stefano Lulli.
Proprio oggi il Corpo ha festeggiato il suo 143esimo compleanno: senza comandante e senza sindaco che ha disertato i festeggiamenti forse perché impegnato a controllare i curricula, in attesa di annunciare la scelta di Clemente. “Fatevi coraggio. Ci sono delle brave persone che non devono essere infangate né umiliate”, arringa il cappellano dei vigili durante la messa per festeggiarli. Serrano le fila gli agenti della municipale e non cederanno facilmente. Lo scontro sarà durissimo.(ANSA).