La vicequestore no Green Pass Schilirò: “Trattata come i poliziotti condannati per il G8 di Genova”

“Sapevo che c’erano estremisti in piazza, andare a una manifestazione è come andare a una festa: se hai un tot di invitati che non gradisci non ci vai. Non ci voleva la sfera di cristallo per capire cosa sarebbe accaduto. La criminalizzazione del dissenso è in atto da un po’, basti vedere la violenza delle parole usate. Il vero problema della manifestazione di sabato è che è stata una sconfitta per tutti, poliziotti e manifestanti: è stata un flop dato che non si è parlato del Green Pass”.

A parlare, a Non è l’Arena, è Nunzia Schilirò, la vicequestore di Roma sospesa dalla polizia per le sue posizioni contro il certificato verde, definito dalla stessa un ‘marchio della discriminazione’. Una sospensione contestata da Schilirò: “Sono stata sospesa perché hanno paura di me, ho solo esercitato i diritti previsti dalla Costituzione. Non escluso un altro procedimento disciplinare e so che rischio di essere radiata. Sono una libera cittadina, quando sono entrata in Polizia non mi hanno detto che non potevo più parlare e che per me la Costituzione non valeva più perché ero una poliziotta. Sono stata invece sospesa in via cautelare come i colleghi condannati in via definitiva per il G8 di Genova: sono considerata molto pericolosa perché sono libera e non ricattabile”.

Nunzia Alessandrà Schilirò è diventata nota alle cronache per essere intervenuta dal palco della manifestazione no Green Pass di piazza San Giovanni. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha definito gravissime le sue posizioni: tanto che nei giorni scorsi è stato notificato alla vicequestore un provvedimento di sospensione, in via cautelare, dalla polizia. Questo non sembra frenare Schilirò, che ha dichiarato in più occasioni di voler andare avanti, anche senza la divisa. Prima che arrivasse il provvedimento, Schilirò si era iscritta al sindacato Cosap, da molti ritenuto uno stratagemma per non incappare in sanzioni disciplinari. A sorpresa pochi giorni fa si è dimessa.

“Il giorno stesso della sospensione ho chiamato il sindacato e la loro risposta è stata di non parlare con nessuno, di stare zitta e non fare interviste. Tutti mi vogliono mettere la museruola, non posso parlare come una libera cittadina. Evidentemente non mi ero accorta che stare nel 2021 è come stare nel Medioevo, e per le donne esistono tre alternative: o sposarsi in un matrimonio combinato, o chiudersi in un convento o fare le cortigiane. fatemelo sapere perché così mi adeguo”. Alla domanda di Massimo Giletti se fosse vaccinata, Schilirò ha dichiarato di non essere assolutamente no vax, e che potrebbe presentare un certificato per motivi di salute in cui è attestato che è esente. “Il problema del vaccino è un finto problema, sono contro il green pass ma per la libertà di scelta riguardo al vaccino. Potrei entrare dappertutto con il mio certificato ma non voglio essere una privilegiata e vivere in un mondo dove esistono le caste come in India.

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