VICE QUESTORE SI CANDIDA E NON VIENE ELETTO: GABRIELLI FIRMA IL TRASFERIMENTO MA IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO

E’ il dispositivo della sentenza emessa dalla Sezione Prima Quater del Tribunale Amministrativo Tar del Lazio il 17 ottobre scorso. Bertolami non dovrà più andare alla Questura di Rieti e resterà presso il Servizio tecnico-logistico e patrimoniale (per le regioni: Lazio – Abruzzo – Sardegna) di Roma dove è operativo da anni.

Tutto nasce dalla decisione del vice questore aggiunto di accettare la candidatura a consigliere del X Municipio. Le elezioni si svolgono il 5 novembre 2017, con ballottaggio il 19 novembre, e Bertolami candidatosi nella lista autonoma “Per Picca presidente” ottiene 21 preferenze senza essere eletto. Ciò nonostante il 10 agosto di quest’anno, cioè nove mesi dopo le elezioni, il Capo della Polizia firma il decreto di trasferimento per temporaneo distacco presso la Questura di Rieti. E’ da sottolineare che a febbraio scorso Bertolami ha presentato un esposto-denuncia corredato di un ricco dossier fotografico sui verbali delle elezioni municipali riguardo al numero delle sue preferenze che adombrano il sospetto di brogli elettorali a suo danno.

Il vice questore aggiunto della Polizia di Stato, Filippo Bertolami

Il vice questore aggiunto della Polizia di Stato, Filippo Bertolami

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso e annullato il trasferimento non solo ha ritenuto non valide le motivazioni del trasferimento in linea di principio giuridico ma ha anche rafforzato l’annullamento con una ragione pratica: il vice questore aggiunto ha un familiare malato che necessita di assistenza tutelata dalla legge 104/1992. A siglare la sentenza sono i giudici Salvatore Mezzacapo (Presidente), Mariangela Caminiti (Consigliere) e Ines Simona Immacolata Pisano (Consigliere, Estensore).

Il TAR Lazio – commenta Bertolami – ha ‘bloccato’ il mio allontanamento dalla Capitale, dove potrò proseguire il percorso accidentato e impervio contro la ‘maladministration/malagestio’, ma soprattutto potrò rimanere vicino alla mia famiglia, nel momento in cui ne ha più bisogno. Ringrazio tutti coloro che in questo periodo difficile hanno espresso solidarietà e vicinanza e almeno oggi voglio sperare sulla possibilità ‘una tantum’ di ottenere Giustizia anche nel nostro Paese”.

Filippo Bertolami è un sindacalista che negli anni si è distinto con denunce impegnative in casi di malamministrazione interna alla Polizia. E’ il caso dell’ipotizzato mobbing ai danni di investigatori esperti nel contrasto alla criminalità organizzata a Ostia, Latina e Fiumicino aeroporto; di gravi carenze nella sicurezza di obiettivi sensibili come Palazzo Chigi, Città del Vaticano, stazione Termini e lo stesso scalo aereo di Roma; di promozioni di dirigenti della polizia di Stato condannati e coinvolti in fatti gravi come il G8 di Genova e del misterioso sequestro a Casalpalocco di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako, che ha dato vita a un giallo internazionale.