USMIA CARABINIERI: PRIMO CONVEGNO SULLE CRITICITÀ DELLA “RIFORMA CARTABIA”

IL CONFRONTO TRA PARTI SOCIALI E ISTITUZIONI DELLO STATO E LA STRADA DA PERCORRERE.

Ieri, a Modena, presso l’aula Comunale “Pucci”, si è svolto il primo convegno organizzato da USMIA Carabinieri, il cui intento primario è stato quello di focalizzare l’attenzione sul nuovo assetto normativo delineato dalla “riforma Cartabia” e di individuare delle risposte alle plurime sollecitazioni di pensiero promosse (anche) dalla polizia giudiziaria.

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La Riforma – afferma il Segretario Generale Carmine Caforio -, oltre a generare fisiologici dubbi interpretativi, che sovente accompagnano l’entrata in vigore di un nuovo testo normativo, pare (il condizionale è d’obbligo, perché solo la concreta applicazione dei nuovi istituti ne decreterà o meno il successo) abbia trovato Magistratura e Forze dell’Ordine non adeguatamente pronte a fornire, anche sotto l’aspetto pratico, i risultati auspicati dal legislatore. In particolare, quest’ultime – riferito alle Forze dell’Ordine – (costantemente sotto l’occhio critico dei riflettori, spesso attaccate ingiustamente, sempre meno tutelate e non adeguatamente retribuite), in alcuni passaggi del provvedimento normativo, hanno recepito un orientamento che appare eccessivamente garantista verso i soggetti che destano interesse operativo e, di conseguenza, più limitativo nell’ambito di quelle attività d’indagine svolte d’iniziativa dalla polizia giudiziaria. 

Gli autorevoli interventi tecnico/giuridici, che si sono avvicendati tra il Prof. Luigi Foffani, il Prof. Filippo Maria Bisanti, il Prof Francesco Diamanti e l’Avv. Cosimo Zaccaria , hanno innescato un interessante, e particolarmente “sentito”, dibattito in cui è risaltato, e percepito da tutti gli intervenuti, un unico comune denominatore: la volontà e l’esigenza di confrontarsi con puro intento costruttivo.

I relatori hanno esaminato gli aspetti del diritto sostanziale penale (come sono cambiati i reati e quali sono le nuove fattispecie condizionate alla querela della persona offesa) e della procedura penale (analizzando gli istituti delle indagini preliminari che sono stati riformati), in un clima di proficuo scambio di idee tra studiosi e operatori del diritto. Inoltre, le On. Daniela Dondi e Stefania Ascari, entrambi membri della II Commissione permanente (Giustizia) della Camera dei Deputati, hanno avuto modo di recepire le problematiche emerse dal dibattito e sollevate da coloro che, innegabilmente, combattono il crimine in prima linea.

Un convegno durato sei ore – da oggi disponibile su https://www.youtube.com/@unionesindacalemilitariint3371 – “che per ragioni di agevole e immediata comprensione non si presta a essere qui sintetizzato in pochi capoversi” – sottolinea Caforio, e aggiunge – “tuttavia, pur comprendendo le finalità del nuovo impianto normativo, che traccia una rotta verso il miglioramento e speditezza della giustizia, è opportuno riconoscere come sia necessario intervenire urgentemente mediante correttivi sostanziali che svincolino gli operatori di polizia dalle ulteriori incombenze che la riforma ha introdotto” .

Una condizione che sottrae preziose risorse umane alla capillare rete dei reparti della linea operativa dell’Arma dei Carabinieri distribuita su tutto il territorio nazionale – in particolare Tenenze, Stazioni e Radiomobile – già indebolita dalle gravi carenze organiche. Un fattore che mina l’efficienza, costringendo il personale a svolgere turni di gran lunga superiori alle ore previste dal contratto e, persino, rinunciare al “sacrosanto” diritto del giorno di riposo settimanale, indispensabile per il ricondizionamento psicofisico.

Caforio conclude: “grazie a questo primo convegno organizzato da USMIA Carabinieri, al quale ne seguiranno altri, e soprattutto grazie alle Autorità intervenute (politiche, civili, ecclesiastiche e militari) è stata data voce alle numerose criticità che la riforma ha generato, in particolare nella fase delle indagini preliminari, evidenziando, anche, il concreto pericolo di lasciare impuniti alcuni reati che destano allarme sociale per la mancanza della condizione di procedibilità dettata dalla querela”.

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