Un ufficiale corre sul ponte e l’app Strava svela la posizione della portaerei nel Mediterraneo
La corsa dell’ufficiale che ha esposto la portaerei
Il footing di un giovane ufficiale della Marina militare francese ha reso visibili gli spostamenti della portaerei Charles de Gaulle nel Mar Mediterraneo, riaccendendo il dibattito sulle falle di sicurezza legate alle app sportive. La missione francese non era segreta: la nave era stata inviata all’inizio di marzo nei pressi di Cipro, dopo l’escalation di tensione legata alla guerra in Iran e ai suoi riflessi sull’isola. L’operazione, accompagnata da altre imbarcazioni, era stata annunciata pubblicamente dal presidente Emmanuel Macron.
A far discutere non è stata dunque la missione in sé, ma la possibilità di localizzare la nave in tempo reale grazie all’allenamento registrato e condiviso su Strava. Un episodio che rilancia il caso dei cosiddetti “Stravaleaks”, già emerso più volte in passato.
Il caso della Charles de Gaulle
Il 13 marzo, a partire dalle 10.35, un giovane ufficiale della Marina francese è uscito sul ponte della Charles de Gaulle per la sua corsa mattutina. Ha corso avanti e indietro per 36 minuti, coprendo circa sette chilometri con una velocità media di quasi cinque minuti al chilometro.
L’attività è stata registrata tramite uno smartwatch Garmin Forerunner 955, collegato a Strava, l’app che consente di registrare, analizzare e condividere attività sportive tramite Gps e che conta oltre 180 milioni di utenti in 185 Paesi.
La condivisione online dell’allenamento, resa possibile dal profilo pubblico dell’ufficiale, ha permesso di risalire alla posizione della portaerei. In quel momento, la Charles de Gaulle e la flotta di scorta si trovavano a circa un centinaio di chilometri dalla Turchia, a nord-ovest di Cipro.
Missione annunciata, posizione esposta
L’invio della portaerei era stato annunciato il 3 marzo dallo stesso Macron, in un discorso televisivo in cui aveva parlato della necessità di proteggere gli alleati nel Mediterraneo orientale con una “missione puramente difensiva”. Il riferimento era alle basi britanniche presenti a Cipro, utilizzate anche da Stati Uniti e Israele, finite sotto pressione dopo il lancio di droni iraniani nelle prime fasi della guerra scoppiata il 28 febbraio.
Il punto, però, è che una missione può essere pubblica senza che debba esserlo la sua collocazione operativa precisa. Ed è proprio questa esposizione a rendere il caso politicamente e militarmente sensibile.
Il precedente delle guardie del corpo
Quanto accaduto con la Charles de Gaulle si inserisce in un problema noto da tempo. In Francia, casi simili avevano già coinvolto le guardie del corpo del presidente Macron e quelle del suo predecessore François Hollande.
Un’inchiesta di Le Monde aveva mostrato come fosse possibile seguirne gli spostamenti attraverso gli allenamenti caricati su Strava dagli agenti della sicurezza, che approfittavano dei ritagli di tempo tra sopralluoghi e turni di servizio per fare footing. In questo modo era stato possibile individuare anche luoghi sensibili, tra cui quello dell’incontro tra Macron e la leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya.
Da Biden a Putin: il problema è globale
Casi analoghi hanno riguardato anche altri leader mondiali. Attraverso i profili pubblici su Strava di alcune guardie del corpo è stato possibile ricostruire viaggi e spostamenti legati ai presidenti Joe Biden e Donald Trump, così come al presidente russo Vladimir Putin.
In altri episodi, ancora più simili a quello della portaerei francese, le attività registrate sull’app hanno consentito di identificare basi militari nascoste o di rendere visibili aree normalmente oscurate nelle immagini satellitari.