UN DECRETO DEL GOVERNO TAGLIA LE AUTO BLU MA NON MANDA I DIRIGENTI A PIEDI. PREVISTI BUONI PER SERVIZIO TAXI

Et voilà. I burocrati scendono dalle auto blu, segno del potere dei
mandarini di Stato, e per lungo tempo privilegio della casta ministeriale e
politica, ma di usare i loro mezzi non ne vogliono proprio sapere. Così nel
decreto che disciplina nei dettagli il taglio delle vetture di servizio spunta
l’escamotage contabile per non lasciare i dirigenti a piedi.


«Le risorse
derivanti dai risparmi ricavati dal taglio delle auto blu possono essere
destinate, in aggiunta a quanto disponibile a legislazione vigente e «nella
misura massima del 50%», all’acquisizione di buoni taxi, spiega il decreto.
Insomma niente autisti, benzina e manutenzione a carico dello Stato ma al
loro posto corse taxi a carico dei contribuenti. Che non vedranno più
sfrecciare nelle corsie preferenziali le vetture di servizio con il
lampeggiante acceso, ma pagheranno il conto dei tassisti che avranno più
clienti a disposizione.
La norma è inserita nel dpcm che determina il numero massimo e delle
modalità di utilizzo delle autovetture di servizio con autista adibite al
trasporto di persone. E traduce in direttive operative quello che era stato
stabilito nei provvedimenti di legge precedenti.
L’amministrazione cederà le vetture in eccesso «mediante procedure di
dismissione delle stesse a titolo oneroso», ovvero vendendole, oppure cedendole
a «titolo gratuito alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale
iscritte nell’anagrafe unica delle Onlus», che prestano «servizi di assistenza
sociale e sanitaria».
L’altra novità che emerge dal testo in gazzetta
Ufficiale l’11 dicembre scorso riguarda le possibilità concesse: oltre ai buoni
taxi, «previa stipula di convenzioni con gli operatori del settore», è previsto
anche «l’utilizzo condiviso delle autovetture di servizio o taxi per percorsi,
in tutto o in parte, coincidenti»
I tagli alle auto blu saranno attivati nell’arco del 2015 e alla fine per
le amministrazioni con meno di 50 dipendenti l’auto a disposizione sarà
soltanto una; quelle con un numero di addetti tra i 51 e i 200 potranno contare
su una coppia; se l’amministrazione vanta un personale ancora più esteso ma
sotto i 400 le auto diventeranno; tre fino a un massimo di cinque veicoli per
quelle con oltre 600 lavoratori.
Viene inoltre specificato che l’utilizzo delle autovetture di servizio a
uso non esclusivo a disposizione di ciascuna amministrazione è consentito solo
per singoli spostamenti per ragioni di servizio, che non comprendono lo
spostamento tra abitazione e luogo di lavoro in relazione al normale orario di
ufficio.

Per tante auto che saranno dismesse ne arriveranno altre per le necessità
della sicurezza pubblica. Per la prima volta la Consip ha indetto una gara
per la fornitura in acquisto di 1.500 vetture operative in dotazione alle forze
di polizia.
Nessun mini appalto dunque da parte dei vari centri di gara
ministeriali ma un solo fornitore per tutti, dai Carabinieri alle Polizia e ai
vigili del Fuoco. Con un ovvio risparmio grazie all’ammontare della gara: la
base d’asta è di 55,7 milioni di euro,
soggetto chiaramente a ribasso. Un
piccolo tassello per risparmiare i soldi di tutti.
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