TUTTI AMANO L’INDIA, SPECIALMENTE LE INDUSTRIE DELLA DIFESA

(di Franco Iacch) – Al via
da oggi e per tre settimane, in India, la Balanced Iroquois,
esercitazione che coinvolge le unità dell’antiterrorismo del paese ed i
berretti verdi americani. Le forze speciali USA hanno già partecipato ad un
esercitazione con le controparti indiane nell’ambito dell’annuale manovra Vajra
Prahar
, mentre le truppe regolari si sono già confrontate nella Yudh
Abhyas
.

Scrivono dall’Indian Express.
“India e Stati Uniti collaborano intensamente sull’antiterrorismo, così come
avvenuto dopo l’attacco in una stazione di polizia nel distretto di Gurdaspur,
nel Punjab, lo scorso luglio. Decodificando i GPS catturati dai terroristi,
l’FBI è riuscita a rintracciare i terroristi dal Pakistan. Anche il dispositivo
di visione notturna, catturato dai terroristi a Gurdaspur, è stato rintracciato
dal Pentagono (era stato perso in un campo di battaglia in Afghanistan)”.
Il governo indiano ha formato
il National Security Guard del 51° Special Action
Group
 nel 1984, in risposta all’assassinio del primo ministro Indira
Gandhi ad opera di due delle sue guardie del corpo sikh. Omicidio avvenuto per
rappresaglia a seguito dell’Operazione Blue Star, nel giugno del
1984, quando l’esercito indiano assaltò il tempio sacro il Tempio d’Oro dei
Sikh ad Amritsar. L’unità indiana è modellata sulla tedesca GSG-9.
Il soprannome dei reparti
speciali indiani è “Black Cat Commandos” a causa delle loro uniformi
nere. Gli Stati Uniti e l’India non hanno alcuna alleanza militare formale, ma
questo non sembra rallentare il rapporto tra le forze speciali operative dei
due paesi.
L’India, nel 2014, ha speso
nella Difesa quanto Italia ed Israele messe assieme: 46 miliardi di dollari
(budget in crescita). Con il quarto esercito più potente del mondo (1,3 milioni
di soldati e 2 milioni di riservisti), gli indiani fanno affari d’oro con le
industrie militari di mezzo mondo. Dalla Russia all’Italia, dalla Francia alla
Cina, da Israele alla Gran Bretagna.
Al di là di quanto si possa
affermare diplomaticamente per “sedare le masse”, le industrie “amano” fare
affari con gli indiani. Motivo per cui, nonostante tutto, l’Occidente chiude un
occhio quando si tratta del’’India.

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