«Traffici e soffiate ai pusher»: arrestato un carabiniere

Indossava la divisa dell’Arma dei carabinieri da molto tempo, ma aveva evidentemente scelto, per dirla con le parole del gip, di giocare in un’altro tavolo. E neanche l’essere passato indenne da un processo per droga sembra averne piegato l’abitudine a sconfinare nell’illegalità.

P. P. 52 anni, appuntato dei carabinieri in servizio al reparto radiomobile di Bologna, è stato arrestato dai suoi colleghi dell’Arma e sottoposto ai domiciliari in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alberto Ziroldi su richiesta del pm Luca Venturi.

Le accuse

È accusato di tentato furto in abitazione, atti idonei a ottenere la detenzione di stupefacente, senza riuscirci, omessa denuncia, favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio. L’inchiesta nasce da un’indagine dei carabinieri di Reggio Emilia su un traffico di droga gestito da tre gruppi criminali su varie province, tra cui spiccava quello di estrazione magrebina. Nel corso di questi accertamenti, soprattutto attraverso le intercettazioni, sono emersi contatti tra l’appuntato e il capo dell’organizzazione. Con lui e con un suo connazionale l’appuntato, a marzo 2019, avrebbe tentato di organizzare un furto di contante proveniente dal Marocco e di un chilo di droga nella casa bolognese di un altro personaggio inserito in un gruppo di pusher di loro conoscenza.

Le indagini

Il furto non riuscì per la presenza di una persona in casa ma gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Bologna per competenza, che ha proseguito le indagini. A quanto pare sarebbe stato proprio il militare a indicare ai complici l’obiettivo e adesso gli inquirenti vogliono appurare se ne fosse venuto a conoscenza per motivi di servizio. Un’altra accusa risale a febbraio 2020, quando avrebbe avvisato proprio lo spacciatore che doveva essere vittima del furto di un’indagine a suo carico, di cui aveva appreso da un collega, e per questo è accusato di favoreggiamento e rivelazione di segreto. Oltre ad avvertirlo gli disse anche di stare in guardia: «Stai attento che c’è qualcuno che ti vuole male lì, capito?», la frase intercettata.

I domiciliari

Il 52enne, ora ai domiciliari, è stato raggiunto dai colleghi del nucleo investigativo di Bologna a Torino, dove era impegnato in un corso. Nel passato c’è un processo per droga a Ravenna, finito nel 2013 con un’assoluzione, nel quale erano coinvolti altri carabinieri condannati invece per spaccio in concorso con un gruppo di tunisini. Ma il militare ha avuto anche diversi procedimenti disciplinari, «che tuttavia non hanno scalfito la tendenza a delinquere» osserva il gip Ziroldi, che parla di un suo «elevato grado di coinvolgimento nel contesto malavitoso». Pur nella scivolosa zona grigia che divide il lecito dall’illecito, sintetizza il giudice, l’attività d’indagine «ha chiaramente permesso di stabilire a quale tavolo l’indagato avesse deciso di giocare». Lo dimostrerebbero i riferimenti al consumo di droga e ad attività di spaccio. «Non si è preoccupato minimamente di tradire la fiducia dei suoi colleghi dell’Arma» Al contrario, dimostrano le intercettazioni, «non perde occasione per prendere le distanze dai valori e dai doveri propri della divisa da egli indossata».

Redazione articolo a cura di Andreina Zaccari per il Corriere della Sera

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