Esercito

TERMINATO CORSO PER TIRATORI SCELTI DELL’ESERCITO: ECCO COME SI DIVENTA UNO SNIPER

(di Ebe Pierini) – In appostamento per ore. In attesa di premere il grilletto. In silenzio. Nascosti sotto la loro ghillie suit per essere invisibili al nemico. In compagnia solo del loro respiro, dei suoni della natura e di uno spotter, un assistente avvistatore, che li supporti nell’individuazione dell’obbiettivo. Vita da sniper. Si è appena concluso, alla scuola di fanteria di Cesano, l’ultimo corso per tiratore scelto dell’esercito. Otto settimane di addestramento durante le quali i militari, provenienti da tutte le brigate delle forze operative terresti, hanno dovuto superare numerose prove fisiche e pratiche.

Il corso per tiratore scelto si è svolto sotto la supervisione del personale istruttore del dipartimento “armi e tiro” della scuola di fanteria che è l’unico istituto dell’esercito deputato a questo tipo di formazione e aggiornamento. Ma come si diventa uno sniper provetto? Il programma addestrativo prevede che si debba essere forgiati al combattimento. Poi, ovviamente, si devono seguire lezioni sulle armi in dotazione. Ma non basta. Occorre sapersi districare anche con la topografia. Inoltre, ma questo è scontato, ci si deve addestrare al tiro. Per un buon tiratore scelto la balistica deve essere pane quotidiano ma deve essere anche agile nel movimento occulto sul terreno ed applicare le tecniche di mascheramento per “scomparire” nell’ambiente in cui opera. Per diventare “invisibili” i soldati indossano una ghillie suit che è sorta di tuta mimetica, con tanto di copricapo, ricoperta da fasce di fasce di diversi colori e materiali che variano a seconda della vegetazione nella quale ci si trova ad operare.

Uno strumento molto ingombrante realizzato con una rete fine sulla quale vengono legate matassine di cotone o iuta. Prende il nome dai lacci delle tipiche scarpe scozzesi proprio perchè in origine venne chiamata “tuta di lacci”. La ghillie suit nacque da un’intuizione dei guardiacaccia scozzesi e venne poi impiegata dal reggimento scozzese dei “Lovat Scouts” durante la seconda guerra boera. Furono gli stessi che poi, nel 1916, diventarono i primi tiratori scelti dell’esercito britannico. Nell’esercito australiano queste tute sono chiamate “yowies” perchè somigliano allo Yowie, una creatura leggendaria simile allo Yeti.

L’uso della ghillie suit si diffuse presso tutti i reparti di tiratori scelti dopo la seconda guerra mondiale. Negli anni Novanta sono state introdotte ghillie più “leggere” per facilitare i movimenti come i modelli Viper-Hood o Cobra-Suit. Il che è fondamentale in fase di ricognizione e acquisizione dell’obiettivo. Certo ogni sniper poi può adattarsi la propria magari utilizzando la vegetazione trovata sul posto. Un lavoro che richiede freddezza ed un’ottima resistenza fisica. Anche se poi la concentrazione e la pazienza sono le doti migliori di un ottimo sniper. (Il mattino.it)

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