Suicidio Luogotenente Esercito, “anomalo” harakiri: prima una coltellata al collo, poi si lancia dalla finestra

Prima una coltellata al collo, poi si è buttato dalla finestra precipitando nella strada sottostante dove è stato ritrovato ancora agonizzante. Sarebbe morto così il militare 48enne della Brigata Aosta che prestava servizio come luogotenente nella caserma di Messina. La morte è avvenuta nel tardo pomeriggio di venerdì scorso davanti  la sua casa di Capo d’Orlando.

Una dinamica alquanto anomala quella che emerge dai primi rilievi dell’esame autoptico eseguito ieri dal professore Alessio Asmundo dell’Università di Messina. E che si è protratto fino a tarda sera.

Una tragedia che lascia ancora perplessi gli inquirenti che stanno indagando a fondo nella vita privata della vittima conosciuta come una persona solare e apparentemente priva di motivi che avrebbero potuto condurlo a un insano gesto.

Ma dai primi rilievi effettuati emergerebbe che si è trattato di suicido.

Una sorta di harakiri, il suicidio che si pratica in Giappone secondo un antico rituale samurai, ma anzichè vibrare un colpo di coltello nel ventre se lo è conficcato nel collo impugnando l’arma con entrambe le mani.

Il militare si trovava in un pianerottolo fra il secondo e il terzo piano dello stabile in cui viveva. Sul pianerottolo c’è anche una finestra che dà all’esterno e da lì sembra si sia gettato dopo essersi inflitto la coltellata.

Qualcuno vedendolo a terra ha chiamato i soccorsi e anche sui tempi di intervento del 118 sono in corso delle verifiche. All’ospedale dell’ospedale di Sant’Agata di Militello, dove l’ambulanza era diretta, l’uomo è arrivato cadavere. Sono in coso gli esami istologici e tossicologici del caso

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