STOP ALLE MOSCHEE. MILANO CHIEDA L’INTERVENTO DELL’ESERCITO PER LA SICUREZZA DELLA CITTA’

(di Fabrizio De Pasquale) – Milano ha reagito con un cordoglio unanime alla strage di Parigi. Ieri
tutti i partiti hanno fatto visita al Consolato Francese, oggi la bandiera
francese è stata issata su tutti i palazzi delle istituzioni.

Ma adesso è il momento di capire cosa fare, in un’ Europa sotto attacco,
per preservare le nostre libertà e le regole di civile convivenza dalla
aggressione del fanatismo religioso.
In questo contesto, 2 decisioni deve assumere il Sindaco di Milano.
Primo: sospendere il bando per la concessione di edifici o aree comunali per
realizzare moschee. Secondo: proteggere e rendere più sicuri gli abitanti di
Milano che sarà una città simbolo nel 2015, soggetta a grande attenzione
mediatica.
L’ultima strage di Parigi ci ricorda che il modello cosiddetto
multiculturale di società non funziona. Nei paesi, fra cui la Francia, in cui è
stato concesso alle comunità islamiche di derogare le leggi per mantenere i
loro usi e costumi, dove i Comuni fanno a gara per inaugurare moschee, non si è
prodotta vera e completa integrazione, ma anzi il fanatismo religioso fa
addirittura più proseliti fra le seconde e terze generazioni. Dunque evitiamo
di riprodurre nel cuore dell’Europa dei diritti umani e del rispetto della
persona, le condizioni per cui la religione può prendere il sopravvento su
tutte le altre sfere della dimensione umana e addirittura annientare la dignità
e la vita di chi ha fedi diverse.

Dunque
no moschee favorite da Comune finché non c’è integrazione convinta alle regole
della nostra civiltà. Poi bisogna tutelare la sicurezza della nostra città contro i folli
disegni di chi può essere armato per compiere azioni folli e suicide come
quella contro Charly Ebdo.

Milano tra l’altro nell’anno che comincia è al centro dell’attenzione
mediatica e questo la rende più soggetta a rischi. Per questo bisogna
ristabilire da subito la presenza dell’Esercito a presidio dei punti
strategici, aumentando la percezione e la realtà di un controllo effettivo del
territorio da parte di tutte le forze dell’ordine.

Nessuno ha mai capito per quale astrusa riserva mentale ideologica
Pisapia rinunciò all’uso dei soldati per strada per alcune attività di
pattugliamento e vigilanza.

Oggi non è più il momento di sofismi. E’ giusto dimostrarci preparati
anche contro ogni tipo di aggressione e presidiare maggiormente i luoghi più a
rischio. Ritornino i militari, Milano chieda la ripresa dell’operazione
“Strade Sicure” da parte dell’Esercito.
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