Sindacati Militari

SIULCC fa il punto sul contratto Difesa e Sicurezza: aumenti, arretrati e nodo previdenza nel rinnovo 2025-2027

Incontro a Roma per il rinnovo del comparto

Si è svolto il 9 luglio 2026, al Dipartimento della Funzione Pubblica di Roma, l’incontro sul rinnovo contrattuale del comparto Difesa e Sicurezza per il triennio 2025-2027.

Alla riunione hanno partecipato il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, i funzionari del Dipartimento della Funzione Pubblica Gallozzi e Talamo, rappresentanti dei ministeri competenti, Stati Maggiori e Amministrazioni. Per l’Arma dei Carabinieri erano presenti il Gen. D. Aceto e il Gen. B. De Santis.

Per il SIULCC hanno preso parte all’incontro il segretario generale Sebastiano Calabrò, il segretario generale aggiunto Giuseppe Mineo e il responsabile della Segreteria nazionale Roberto Roccella. Presenti anche organizzazioni sindacali e APCSM, le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari.

Gli aumenti previsti dal contratto

Uno dei punti centrali riguarda il trattamento economico. La firma del contratto nel mese di luglio 2026 consentirebbe di riconoscere al personale contrattualizzato dell’Arma dei Carabinieri i benefici previsti per il triennio.

Secondo quanto riportato nella relazione del SIULCC, è previsto un incremento netto di 100 euro mensili per il ruolo iniziale a partire da gennaio 2027.

Il rinnovo comprende anche la liquidazione degli arretrati relativi alle annualità 2025 e 2026, elemento particolarmente atteso dal personale interessato.

Nel corso dell’incontro, il ministro Zangrillo ha inoltre richiamato il percorso contrattuale degli ultimi quattro anni, evidenziando un incremento complessivo di 400 euro lordi sul trattamento fondamentale, composto da stipendio e indennità pensionabile, per il ruolo iniziale.

Le novità normative: studio, permessi e donazione organi

Il testo contrattuale contiene anche alcune modifiche sul piano normativo.

Tra le misure indicate figura il congedo straordinario per motivi di studio, pari a 150 ore, con una modifica del diritto di fruizione: il beneficio sarebbe garantito a prescindere dall’ubicazione fisica della sede del corso di studi.

Prevista anche una novità sui permessi brevi. Il recupero orario potrà avvenire entro un termine esteso a 60 giorni, oppure mediante computo in ore di lavoro straordinario.

Un ulteriore intervento riguarda la licenza straordinaria per donazione di organi, con estensione della copertura retribuita all’intero iter sanitario preventivo, inclusi esami clinici e visite specialistiche.

Previdenza, il punto più delicato del confronto

Il tema previdenziale è stato uno dei passaggi più rilevanti dell’incontro.

Secondo quanto riferito nella relazione del SIULCC, la discussione avviata da Amministrazioni, APCSM e sindacati ha posto l’attenzione sui limiti ordinamentali del comparto, a partire dal pensionamento a 60 anni, e sulla specificità del personale in divisa.

Il nodo riguarda il possibile impatto del sistema contributivo sulla futura retribuzione pensionistica, soprattutto per il personale più giovane o arruolato dopo il 1996.

Il documento firmato dal MEF

Un elemento segnalato come rilevante è il documento firmato dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

Il funzionario Gallozzi ha evidenziato il valore politico e istituzionale dell’atto, sottolineando che non si tratterebbe soltanto di impegni verbali, ma di un documento ufficiale finalizzato a fissare risorse e tempistiche per affrontare l’emergenza previdenziale.

Il documento prevede l’apertura di un tavolo tecnico sulla previdenza entro 90 giorni dalla firma del contratto.

Al tavolo dovrebbero partecipare i ministeri competenti, incluso il Ministero del Lavoro, le Amministrazioni, le organizzazioni sindacali e le APCSM, con l’obiettivo di individuare ulteriori risorse.

L’ARAN si sarebbe inoltre impegnata a convocare un incontro di verifica tra Governo e parti sociali entro luglio 2027.

Il riferimento alla Legge 234/2021

Il confronto sulla previdenza dovrebbe innestarsi sul quadro previsto dalla Legge 234/2021, in particolare dagli articoli 95 e 96.

L’articolo 95 riguarda l’istituzione di un fondo presso il MEF dedicato alla specificità del personale delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, con una dotazione progressiva di 20 milioni di euro per il 2022, 40 milioni per il 2023 e 60 milioni di euro a decorrere dal 2024.

L’articolo 96 prevede invece la destinazione delle risorse per interventi di progressiva perequazione previdenziale dal 1° gennaio 2022.

Le misure riguardano due ambiti: da un lato gli interventi compensativi sui trattamenti pensionistici al momento della cessazione dal servizio, dall’altro l’integrazione delle forme pensionistiche complementari per il personale interessato.

Sindacati militari, possibili modifiche alla Legge 46/2022

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema delle relazioni sindacali.

Secondo quanto riportato dal SIULCC, il Governo dovrebbe intervenire nel prossimo Decreto Legge sulla Pubblica Amministrazione per modificare la Legge 46/2022, che disciplina le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari.

Tra le ipotesi indicate figurano il rafforzamento dei poteri sindacali, l’estensione delle tutele e forme più avanzate di partecipazione.

Previsto anche l’obbligo per le Amministrazioni di richiedere un parere scritto preventivo alle APCSM prima dell’emanazione di circolari e disposizioni, sia per informazione sia per consultazione, con un preavviso non inferiore a 10 giorni.

Un altro passaggio riguarda l’attuazione coordinata delle modifiche, con il coinvolgimento dei ministeri interessati per aggiornare decreti e regolamenti attuativi e avviare il secondo livello di contrattazione.

La posizione del SIULCC

Al termine del confronto, il SIULCC ha formalizzato la decisione di siglare l’accordo.

Il segretario generale Sebastiano Calabrò ha definito la firma una scelta di responsabilità, utile a garantire benefici immediati e, allo stesso tempo, a mantenere aperta l’attenzione sul tema previdenziale.

“La firma del contratto non interrompe la nostra azione, ma rappresenta una base solida. Si tratta di una scelta di responsabilità che garantisce ossigeno finanziario immediato e tutele concrete oggi ai lavoratori in divisa, permettendoci al contempo di vigilare affinché l’impegno scritto del Ministro Giorgetti si trasformi rapidamente in un decreto istitutivo per la previdenza con coperture economiche certe”.

Calabrò ha poi aggiunto: “Ci sono gli impegni e, vista l’assunzione di responsabilità del Ministro Zangrillo e le rassicurazioni dei funzionari della Funzione Pubblica, non abbiamo motivo di ritenere che non verranno rispettati. La dignità dei lavoratori dell’Arma si difende ottenendo tutele oggi e costruendo la sicurezza previdenziale di domani”.

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