SENZA SFOLLAGENTE GLI AGENTI DELLA STRADALE

A
differenza di quanto avviene in altre sezioni toscane, gli agenti della Polizia
stradale di Pistoia non hanno tra le loro dotazioni gli sfollagente.

A
denunciare la singolare assenza di uno strumento ritenuto «indispensabile per
l’operatore di polizia che opera su strada» è il sindacato Sap, per voce del
suo segretario provinciale Andrea Carobbi Corso: «Passare “dalle mani alla
pistola” non ci sembra la giusta sequenza. Poter ricorrere allo sfollagente
eviterebbe, come evita per gli altri colleghi, situazioni pericolose se non
tragiche per gli operatori della Stradale, come purtroppo avvenuto in passato».
Una carenza di cui il sindacato è stato messo a conoscenza nel corso della
distribuzione gratuita tra i propri iscritti in forza alla Polstrada delle “spy
pen”, ritenute indispensabili per la tutela dei poliziotti, ai quali il Sap ha
assicurato anche, a proprie spese, una polizza di tutela legale giudiziaria e
quella per gli incidenti stradali in servizio.
«Il Sap – prosegue Carobbi Corso – da sempre sostiene che il personale deve
poter disporre di tutti quegli strumenti a tutela della propria e altrui
incolumità, come lo spray urticante e le telecamere sulle uniformi e sulle
auto. Strumenti nuovi e moderni che vadano ad aggiungersi a quelli già in
dotazione. Tuttavia, nei giorni scorsi si è appreso che lo sfollagente,
armamento di reparto in dotazione alla Polizia di Stato (Art. 8 Dpr 359/91),
strumento indispensabile per l’operatore di polizia che opera su strada, non è a
consegnato a tutti. Non comprendiamo i motivi di tale “strano caso”, visto che
in città lo sfollagente è in uso al personale delle Volanti e della Polfer.
«I poliziotti della Stradale – prosegue il segretario provinciale – esercitano
la stessa attività di repressione e prevenzione espletata dai colleghi della
questura e della Polfer. La tipologia dei servizi non è dissimile tra la
pattuglia della Stradale e la Volante, entrambe svolgono attività di ordine
pubblico e controlli che sul territorio.Questa situazione è tanto inspiegabile
quanto grave, perché mette a repentaglio l’incolumità dei colleghi che
quotidianamente sono chiamati ad assicurare il regolare svolgimento della vita
collettiva».

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