NO TAV: POLIZIOTTO USTIONATO NELLA PROTESTA IN VAL DI SUSA

«Una grande nottata
di lotta». Così, sul sito notav.info, viene definita la notte appena
trascorsa in Valsusa. Quando, dopo mesi di azioni “sottotono”, è ricominciata –
violenta – la protesta del Movimento che si oppone alla realizzazione dell’alta
velocità Torino-Lione.

A far salire
rapidamente i toni hanno contribuito, in settimana, le dichiarazioni del leader
dei no Tav, Alberto Perino. Che martedì, durante un Consiglio comunale aperto,
ha incitato gli attivisti a «stanare con i cani i carabinieri» in
pattugliamento dei boschi intorno Chiomonte, per garantire la sicurezza degli
operai che lavorano. A questo si somma la decisione di uscire dall’Osservatorio
“del dialogo”, guidato da Mario Virano, assunta dai Comuni di Susa e Condove.
Amministrazioni fino a prima delle elezioni di maggio «collaborative rispetto
progetto» (specie Susa, dove è previsto il grosso dei cantieri del Tav) e ora,
dopo il cambio della guardia, fortemente contrari.
Certi di un
rinnovato sostegno, anche da parte delle amministrazioni del territorio, ieri
sera un gruppo di circa 250 attivisti no Tav, fra cui molti anarchici e
autonomi, vestiti di nero e con il volto coperto, si sono presentati intorno
alle 21.30 al campo sportivo di Giaglione. Da qui sono partiti, in gruppi
separati, chi in direzione dei boschi, chi delle reti del cantiere. Un gruppo
si è diretto verso la galleria dell’autostrada Torino-Bardonecchia.
La battaglia e i
«folletti»
Proprio in prossimità dell’A32 è partito il primo attacco: con l’incendio di
alcuni copertoni sulle carreggiate dell’autostrada, che per il denso fumo è
stata chiusa al traffico, e un successivo lancio di sassi, petardi e fuochi di
artificio ai danni delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, impegnati
nelle operazioni di spegnimento delle fiamme. Il secondo attacco è partito dai
boschi, nei pressi dell’area archeologica. Le forze dell’ordine, schierate a
protezione degli operai che lavorano a Chiomonte anche in notturna, hanno
risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. Un sostituto commissario di
polizia, colpito di striscio da una bomba carta, ha riportato ustioni ad una
caviglia. La battaglia è scemata intorno alle 2.30. Intorno alle 3,30, concluse
le operazioni di bonifica, è stata riaperta l’autostrada.
«Ore 02.20: i
folletti No Tav sono svaniti nel bosco – si legge sul sito Notav.info –
e poco alla volta tutti gli altri stanno rientrando a Giaglione. Molti sorrisi
e soddisfazione per una grande nottata di lotta!». E ancora: «L’avevamo detto e
l’abbiamo fatto, ancora una volta il movimento No Tav si è ripreso i luoghi
storici della propria lotta, sfidando i divieti e l’apparato poliziesco del
cantiere-fortino. Dalla nostra valle è stato lanciato un chiaro segnale a chi,
nonostante tutto, continua a credere che quest’opera inutile e dannosa un
giorno si farà».