Scontri a Napoli, Unarma “Lo Stato ci vuole primi nei doveri e ultimi nei diritti”

Unarma resta allibita e sgomenta per quanto accaduto a Napoli. Tutti in queste ore abbiamo visto sui social e nelle poche e non definite scene presentate da alcuni telegiornali o organi della cosiddetta stampa ufficiale e professionale, le scene di Napoli.

Ci si potrebbe interrogare su molte cose e ogni operatore di polizia sicuramente lo starà già facendo perché ha giurato fedeltà alla Carta Costituzionale impegnandosi a difendere le libere Istituzioni laddove queste, ricordiamolo, operano all’interno dei principi costituzionalmente garantiti e tenuto conto del confine che vi è, emergenza o meno, tra la difesa dei diritti costituzionali e la loro violazione.

Affidare, delegandolo o meno, l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ad autorità che per legge non hanno poteri in tal senso e credere che le forze di polizia che operano per lo Stato e nel nome della legge dello Stato debbano essere quelle che pagano il prezzo di un potere amministrativo che intende in autonomia interpretare emergenze varie, sulla scorta di pareri e consigli non si comprende di quali esperti diventa un paradosso e un pericolo che espone ogni operatore in divisa a situazioni di rischio di cui egli non ne è l’artefice, ma che nel caos delle grida tende a trovare una ragionevolezza per il proprio comportamento che spesso stenta ad individuare.

I fatti di Napoli dimostrano, e dispiace, come e in che misura forse l’impatto della gestione dell’emergenza non abbia tenuto conto di come e in che misura libertà fondamentali che caratterizzano la vita di ogni cittadino siano state compresse, seppur nei limiti di una azione di contenimento e di gestione di un’emergenza sanitaria.

Queste, a parere diffuso, dovrebbero essere garantite attraverso una richiesta partecipazione dei cittadini e non affidare il loro limite a proclami o a sequele di provvedimenti assunti, su delega, da ogni singolo presidente di regione o addirittura da parte di sindaci che pretendono di impiegare, poi, le forze di polizia. Tutto questo, e le conseguenze, si spera sia stato valutato in un qualche e magari recente Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Sarebbe particolarmente discutibile se ciò non fosse avvenuto considerato che il Comitato Nazionale, è l’unico, necessario e insostituibile luogo di confronto e di decisione nel quale ogni misura, prima di essere disposta a carattere nazionale, dovrebbe essere discussa per le implicazioni che potrà avere sulla vita delle comunità e sulla tutela degli uomini e delle donne delle forze di polizia, impegnate nelle diverse realtà nazionali attribuendo credibilità al loro agire.


Unarma Associazione Sindacale Carabinieri è vicina e sostiene tutti gli operatori impegnate per mantenere la sicurezza pubblica a Napoli e nelle altre città. Lo Stato ci vuole sempre in prima fila quando si tratta di doveri e ci lascia indietro sui diritti.

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