Esteri

Scambio di caduti tra Russia e Ucraina: da Mosca mille corpi, Kiev ne restituisce 30

Arrivo dei corpi a Kiev

Il 20 novembre 2025, l’Ucraina ha ricevuto da Mosca 1.000 corpi di presunti militari ucraini deceduti, come confermato dall’Ufficio di coordinamento per il trattamento dei prigionieri di guerra di Kiev. Secondo la nota ufficiale, “a breve, gli investigatori delle forze dell’ordine, insieme agli esperti forensi del ministero dell’Interno, condurranno tutti gli esami necessari e procederanno all’identificazione dei corpi rimpatriati”.

In contemporanea, fonti russe riportano che l’Ucraina ha restituito 30 salme di soldati russi, segnando uno scambio simbolico tra i due fronti del conflitto.


Procedura di identificazione e analisi forense

Le autorità ucraine dovranno affrontare un compito complesso: molti corpi sono danneggiati, parziali o non etichettati. Gli specialisti forensi eseguiranno autopsie, test del DNA e raccolta dati biometrici per garantire l’identificazione corretta dei caduti.

Secondo le stime ufficiali, complessivamente dalla Russia sarebbero stati restituiti all’Ucraina oltre 15.000 corpi dall’inizio del conflitto, con consegne regolari che includono grandi numeri di salme ogni pochi mesi.


Contesto storico e accordi di repatriation

Questa consegna segue precedenti operazioni: a giugno 2025, Mosca aveva già restituito 1.200 corpi di presunti soldati ucraini. Gli scambi fanno parte di un’intesa raggiunta nei colloqui di Istanbul, che prevedeva la possibilità di restituire fino a 6.000 corpi per parte.

L’accordo ha garantito uno dei pochi momenti di cooperazione concreta tra Kiev e Mosca, pur nel contesto di un conflitto che continua a essere intenso e sanguinoso.


Criticità e controversie

Alcuni funzionari ucraini hanno denunciato che tra i corpi consegnati ci sarebbero salme non appartenenti a soldati ucraini, complicando ulteriormente il lavoro di identificazione. Inoltre, molti caduti arrivano in condizioni tali da rallentare le procedure forensi, rendendo più difficile il riconoscimento da parte delle famiglie.

Nonostante queste criticità, il rimpatrio resta un elemento di valore simbolico e morale: per le famiglie ucraine rappresenta la possibilità di un vero addio, mentre per la Russia costituisce un messaggio mediatico di “umanità” nel contesto della guerra.

 

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