SALVINI RILANCIA LA NOTIZIA DEL CANE MINACCIATO DALLA CAMORRA. MA È UNA BUFALA. NOTIZIA SMENTITA DALLA QUESTURA DI NAPOLI

Sono giorni che gira sul web un articolo, rilanciato da molte testate, ma rivelatosi una bufala, del cane antidroga Pocho, minacciato di morte dalla camorra. Notizia smentita dalla Questura di Napoli. Ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha rilanciato la notizia. La bufala, però:

“Grazie al suo naso infallibile, questo cane antidroga ha fatto perdere milioni di euro alla camorristi che, per questo, ora lo vogliono MORTO. Fate schifo…Grande Pocho, onore a te!”.

Ecco il post che Matteo Salvini ha scritto sul suo account Twitter

La fake news del cane con la taglia della camorra sulla testa – scrive la Redazione de Le Iene – nelle settimane scorse, fa il giro del web e di tutte le testate.  Tutti parlano del “professionista” dell’antidroga in servizio alla questura di Napoli, che negli anni ha scovato in prima persona oltre un centinaio di chili di sostanze stupefacenti.  Un affronto troppo grande, per gli uomini dei clan, per cui Pocho è considerato il ricercato numero uno. I giornali e le testate web raccontano che qualunque mezzo, per eliminarlo, è ritenuto valido: hanno provato con le polpette avvelenate, con sostanze tossiche, addirittura mandandogli cagnoline “seducenti” per fargli perdere la testa. E il fiuto. Niente. Pocho è troppo ben addestrato, e ha sempre schivato ogni colpo.

Una storia incredibile, che tratteggia la figura quasi romantica di un Davide con la coda contro un Golia con la pistola. Peccato, come vi abbiamo raccontato, che si tratti di una storia falsa. E’ bastato verificare la notizia direttamente con l’interessato. Ovviamente Pocho non ci è stato di grande aiuto in questo, ma la Questura sì. E al telefono la Questura di Napoli ci ha confermato che la storia della taglia è una bufala e che la notizia è stata strumentalizzata. Se qualche testata avesse chiamato la Questura prima di pubblicare la “notizia”, ci saremmo risparmiati paginate e paginate di nulla.

Pocho avrà sicuramente un gran fiuto. Un po’ meno, forse, tutta la stampa pronta a “sguinzagliarsi” dietro a questa storia.   E con essa tutti quelli pronti a tributare “onore” a questo segugio antidroga. E anche lo stesso vicepremier Salvini e la sua squadra di “comunicazione strategica” sul web, a cui sarebbe forse bastato fare una semplice telefonata. Oltretutto dal Viminale alla Questura la comunicazione è immediata, visto che la Questura è un’articolazione del ministero dell’Interno sul territorio.