ROTOLANO TESTE IN GUARDIA DI FINANZA! IL NEO COMANDANTE GENERALE RIMUOVE DAL COMANDO IL GENERALE CHE AVEVA INSIDIATO LA SUA NOMINA

(di Carlo Bonini per la Repubblica“Nec recisa recedit”, neanche spezzata retrocede, si legge nello stemma araldico della Guardia di Finanza. Ma a ben vedere, il brocardo andrebbe sostituito con un “Vae victis”, guai ai vinti. Perché, prigioniero di una coazione a ripetere, e incapace di darsi un orizzonte diverso da quello della vendetta di Palazzo e strumenti che non siano un cruento spoil system, il Corpo si abbandona all’ ennesimo redde rationem tra la cordata di osservanza “politica” della sua gerarchia e quella “militare”.A un mese dal suo insediamento, consapevole che il tempo è poco (un mandato di due anni) e forte del sostegno incondizionato di Palazzo Chigi (con cui, il 29 aprile, sono state vinte le resistenze del Quirinale e del Ministro dell’ Economia alla sua nomina), il Comandante generale, Giorgio Toschi, fa infatti rotolare la prima testa, inaugurando il domino che farà tabula rasa della stagione del Comandante generale uscente (Saverio Capolupo) e ridisegnerà i vertici del Corpo.

Il generale di corpo d’ armata Luciano Carta che, fino alla fine, ha conteso a Toschi la nomina al vertice del Corpo, è stato infatti sollevato dal comando dei Reparti Speciali per assumere, a partire dal 15 giugno prossimo, quello dei Reparti di Istruzione e Scuole. Una mossa tanto ineccepibile nella forma quanto cruciale e simbolica nella sostanza. Per la centralità “politica” delle inchieste di competenza dei Reparti Speciali (che sommano il Comando Tutela della Finanza Pubblica, il Nucleo Speciale Entrate, il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e repressione frodi comunitarie, il Comando Tutela dell’ Economia, il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, il Nucleo Speciale Tutela Mercati, il Nucleo Speciale per la Radio diffusione e l’ Editoria, lo Scico, Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità organizzata, il Nucleo speciale Commissioni Parlamentari di inchiesta, il Nucleo speciale Frodi telematiche, il Nucleo Speciale tutela della Pubblica amministrazione). Per il profilo dell’ ufficiale scelto per l’ avvicendamento.

A Carta succede infatti il generale Filippo Ritondale, fino ad oggi Comandante Interregionale dell’ Italia sud Occidentale. Ufficiale che, negli anni di Vincenzo Visco, non faceva mistero della sua collocazione politica a sinistra, ma che, con la fine dell’ esperienza del centro-sinistra di Prodi, era stato lesto a ricollocarsi nel gruppo di generali che avevano scommesso su Michele Adinolfi, già capo di Stato Maggiore e astro nascente della Finanza negli anni dei governi di centro-destra, salvo prenderne le distanze una volta caduto in disgrazia.

Di Ritondale si racconta di un legame fraterno con Vincenzo Delle Femmine (suo compagno di corso, ex capo di gabinetto del ministro Tremonti e oggi vicedirettore dell’ Aisi) e, soprattutto, un’ inimicizia profonda proprio con Carta. Il che, evidentemente, ne ha fatto crescere la considerazione come pedina da spendere in un nuovo assetto che Toschi immagina di stretta osservanza “renziana”.

Dove, con l’aggettivo, sembra declinarsi una nuova gerarchia che dovrebbe avere nel suo dna una spiccata propensione camaleontica alla compatibilità con le ragioni del Palazzo.

Non a caso, dopo quello di Carta è segnato anche il destino del capo di Stato Maggiore Giancarlo Pezzuto, che si prepara ad essere avvicendato – a meno di sorprese – da Giuseppe Zafarana, oggi comandante regionale in Lombardia.

Altro ufficiale cresciuto nella scia di Michele Adinolfi e del suo sistema di relazioni fotografato dalle carte dell’ inchiesta napoletana sulla P4, ma lesto a prendere le distanze quando il vento è girato. Un uomo di indiscusse capacità professionali, pari a quelle manovriere che gli sono valse nel tempo la definizione di “futuro Pollari”.

Certo anche l’approdo ad un comando interregionale di Andrea De Gennaro, fratello di Gianni, fedelissimo di Toschi e oggi comandante regionale in Toscana. Il che darà agio di fare strada, a Firenze, ad un altro ufficiale gradito a Palazzo Chigi.

Quanta farina ci sia del sacco di Toschi nel riassetto del Corpo è il gioco di società preferito in queste ore al Comando Generale, dal momento che i “vinti” sono convinti che il nuovo Comandate sia un ventriloquo nelle cui nelle scelte pesino l’ ombra e il legame con l’ ex generale Michele Adinolfi, che di Renzi e Lotti è diventato amico personale negli anni del suo comando interregionale in Toscana.

E’ un fatto che Adinolfi (che ha lasciato la Guardia di Finanza alla fine dello scorso dicembre), due giorni fa, abbia reagito con una querela per diffamazione al sito “Dagospia” che lo accreditava come king maker della nomina di Toschi con Renzi. Ed è un fatto che, proprio in questi giorni, Adinolfi si sia più volte sfogato in privato ritenendosi ingiustamente additato come una sorta di Keiser Soze della Guardia di Finanza. Una cosa è certa. Se il buongiorno si vede dal mattino, la stagione di Toschi in viale XXI Aprile comincia sotto neri auspici.

DAGOSPIA

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