RISPONDE L’AMMIRAGLIO DE GIORGI, IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA MARINA MILITARE

L’ammiraglio De Giorgi ha reso ieri dichiarazioni spontanee di fronte ai pubblici ministeri di Potenza che stanno indagando sul filone denominato “Trivellopoli”.

Nell’ultima settimana sulla base di lettere anonime, millanterie telefoniche e complottismi è stata scatenata una caccia al mostro. Sopratutto nei primi giorni, per presentare l’inchiesta in corso (che nel testo degli articoli coinvolgeva altri!), sono state sfruttate foto dell’ammiraglio e titoli del tipo “indagato il capo di stato maggiore della Marina”. Nulla all’interno…

Come non pensare allora ad una “orchestrazione”, ad una campagna diffamatoria?

Dopo giorni di “dovuto” silenzio, in cui pochi hanno avuto il coraggio solidale, personale e/o istituzionale di prenderne le difese (ma tra quelli il presidente del consiglio!) l’ammiraglio ha finalmente potuto rispondere ad accuse farlocche. Illazioni che, purtroppo, in un paese serio come l’Italia si tramutano immediatamente in sentenze definitive passate in giudicato. Un paese attento ad etichette e titoli – dei giornali in questo caso – ed assai poco ai contenuti.

Ieri il capo della Marina ha incontrato la stampa immediatamente dopo l’incontro con i magistrati di Potenza.

Scopriamo finalmente, attraverso le sue parole, cosa starebbe avvenendo…

(Amm.De Giorgi) L’inchiesta ritengo francamente derivi da atti dovuti, non ne vedo danneggiamenti. Quel che mi ha amareggiato, come uomo e come ufficiale, l’aver subito – senza possibilità di contraddittorio tempestivo – questa ondata di fango su una carriera di 45 anni.

Questa orchestrazione aveva già tentato di avere effetti quattro anni fa.

Tutte le lettere anonime vengono sempre mandate alla Procura, è la prassi della Marina Militare e di tutte le Forze Armate. Le mandiamo affinché si possa accertare l’autore della lettera e l’attendibilità dei contenuti.

Quando uno cerca di infangare una persona lo fa per disabilitarlo, togliere efficacia alla sua azione distruggendone la reputazione. Questo affinché le sue azioni di comando perdano efficacia, vengano inertizzate, svilite.

Per tutta la vita mi sono battuto contro i compromessi, non mi sono piegato a richieste da parte di questo, di quello o di ditte che cercavano di consegnare materiali di qualità inferiore a quanto pattuito. Ovviamente mi sono creato… (dei nemici, nda). Non è una novità, lo fa sempre la malavita.

Tutti i controlli fatti negli anni hanno dimostrato che si trattava sempre di accuse infondate.

“Corvi” interni od esterni alle Forze Armate?

Cui prodest? Premesso che nessuno mi ha mai informato di estensioni di incarico e che ne sono venuto a conoscenza dalla stampa, probabilmente qualcuno si preoccupa della mia permanenza o magari ha fretta che lo lasci anzitempo. Non credo al “complotto”, credo ad una “confluenza di interessi” di soggetti che hanno interesse a togliere di mezzo una persona scomoda.

Colpita assieme a De Giorgi l’immagine della Marina?

L’immagine della Marina è quella che il popolo italiano ha imparato a conoscere con i fatti. La stessa Marina conosce il sottoscritto da 45 anni. Ho comandato forze navali ed aeree. La gente che ha operato sotto di me mi conosce in quanto “duro ma attento ai loro bisogni”. Un comandante che, se deve ispezionare una nave od un luogo degradato, viene a sorpresa! Non mi faccio di certo annunciare…

Con la macchina del fango dello “champagne e delle noccioline” ho già subito precedenti attacchi. Mai dato disposizioni riguardo alla presenza di champagne e noccioline a bordo delle navi.

Il problema è che quando qualcuno arriva per “mazzolare”… dà fastidio!

Il cavallo bianco.

Le notizie che sono apparse dovrebbero far solo sorridere la gente, non date per buone. Parlare di un cavallo bianco su una nave… Come si fa salire un cavallo su una nave?!!!

L’episodio, che risale a vent’anni fa, lo ricordo. Sono stato invitato dall’associazione nazionale dei poliziotti italo-americani a percorrere assieme a loro Little Italy ed una parte del Bronx a cavallo. Da noi può sembrare una cosa strana ma là eravamo negli Stati Uniti, negli anni 90! Era la settimana del Vittorio Veneto e, assieme a tre poliziotti in quadriglia, abbiamo sfilato mentre gli italiani ci salutavano. Il cavallo era della polizia – con la relativa gualdrappa – e non era neanche bianco. Non abbiamo speso un soldo per quella manifestazione.

Ma il “corvo” ha voluto raccontare qualcosa che colpisce facilmente la fantasia di chi non sa.

È partito un bombardamento continuo di calunnie, indifferente alle smentite. Perché?

I festini e le prostitute (via elicottero) a bordo delle navi.

Quando le navi vanno all’estero, e magari è a bordo l’accademia navale, si fanno diverse attività.

Ricordo che, ad esempio, quando il nostro equipaggio andò a ricostruire un refettorio di un orfanotrofio in Brasile, vennero a bordo su iniziativa dei Salesiani di Don Bosco dei ragazzi per fare una dimostrazione di Capoeira. Altrove siamo stati accolti da una scuola di Samba.

Festini a bordo in navigazione!”… Vi pare plausibile che una nave militare in navigazione porti a bordo “donne di facili costumi”?!

Questo non vuol dire che a bordo non si faccia festa. Quando una nave supera l’equatore, per esempio, si festeggia. Chi non lo ha mai superato viene messo a sedere ed innaffiato con l’acqua dell’oceano… Sono antiche tradizioni marinaresche. Il nostromo si traveste da Nettuno… un altro da Ercole quando si varcano le “Colonne d’Ercole” (Stretto di Gibilterra, nda). Si canta, si fa il karaoke ed il tiro alla fune… Se si vogliono raccontare in maniera distorta diventano “festini”. Chi ha fatto una crociera avrà numerosi ricordi simili.

Quando finisce una grande esercitazione si fa un barbecue, si sta insieme. La vita di bordo non è facile. Quando si sta per mare per mesi bisogna trovare svaghi per l’equipaggio. Parlare però di “festini” è ridicolo e capzioso.

Proroga al vertice della Marina?

Non so cosa stia pensando il presidente del consiglio, io non ho mai pensato a una proroga perché non mi sembra sia costume da molto tempo dare proroghe alle scadenze del mandato. Ho avuto un mandato naturale di 3 anni e mezzo quindi, francamente, non mi aspetto nessuna proroga e non me l’aspettavo prima. Credo che sarebbe un paese molto strano se, a seguito dell’opera di un gruppo di diffamatori, un capo di forza armata si dimettesse. Sarebbe un precedente assai pericoloso per una nazione che voglia essere democratica. Quello che confermo è che la difesa è la difesa dell’istituzione prima ancora che dell’uomo, fermo restando che io se dovessi avere commesso errori ne risponderò nelle sedi opportune.

Appalti che – si legge nel dossier anonimo – sarebbero stati affidati a ditte non adeguate?

Aeronautical service? È una ditta che ha lavorato per la Difesa già negli anni 2008 quindi nei programmi di ricerca e sviluppo finanziati dal Segretariato Generale della Difesa. Sono programmi che servono a sviluppare tecnologie innovative su vari campi, uno dei campi principali era quello dei pannelli “radar assorbenti” e dei pannelli diciamo trattati con la nanotecnologia per cui le fibre di carbonio cambiano radicalmente le loro prestazioni resistendo a 1000 gradi di temperatura. Normalmente il carbonio cede molto prima. La “radar assorbenza” è uno degli obiettivi di ricerca in cui lo Stato aveva investito già prima che io diventassi capo di stato maggiore, mi pare nel 2008. Visitai un centro di engineering e vidi cose molto interessanti. Feci fare controlli per verificare se effettivamente la tecnologia fosse matura così come apparso nelle dimostrazioni. Emerse che in alcuni casi effettivamente i risultati erano quelli ipotizzati, in altri invece questo non accadeva, soprattutto se si aumentava di poco la dimensione del pannello. Acquisita internamente la convinzione che la tecnologia non fosse matura abbiamo deciso di non di non proseguire.

Non solo la ditta non era “fantasma” ma non gli abbiamo dato manco un euro! Quindi non riesco anche qui a capire di cosa mi si voglia accusare. Anche se capisco bene l’ennesimo trucco del corvo…

C’è prova documentale di tutto, non abbiamo nessun timore, nessun dubbio.

Modifiche alle navi.

Mi è stato attribuita l’idea per “capriccio” di far modificare delle navi per renderle più lussuose. Tutto l’opposto. Ho fatto eliminare la cabina prevista per l’ammiraglio e ho fatto dare ai locali di vita una connotazione molto più attuale. Alcune navi erano state concepite molti anni fa. Ho voluto dare un uso più polivalente a certi spazi.

Andate a vedere nave Carabiniere quando ritorna dalla sua missione antipirateria, troverete spazi razionali: la mensa è stata resa idonea anche allo sgombro di feriti e troverete un luogo di socialità per i graduati, una novità. Abbiamo ampliato e migliorato le sistemazioni per i sottufficiali e abbiamo reso il luogo per gli ufficiali polivalenti con capacità audiovisive per poter essere utilizzati come luoghi di pianificazione.

Il corvo dice che per questo “capriccio” avrei fatto un favore da 43 milioni a Fincantieri. Peccato che (con prova documentale e disponibile) avessi risposto alla Direzione che mi aveva annunciato questi prezzi: “Follia! Questi non sono prezzi accettabili e chiedo un analisi punto per punto ed una vera e propria negoziazione”.

La negoziazione è stata fatta e sono stai autorizzati i lavori. Le cifre si sono ridotte in maniera immensa: da 43 milioni ad un valore medio per nave di 1,4 milioni.

Le modifiche fatte si sono rivelate ottime. All’epoca non sapevamo esattamente a cosa andavamo incontro. Con Mare Nostrum le nuove sistemazioni hanno funzionato in maniera eccellente. Mare Sicuro, l’antipirateria… Queste navi, non nate per Comandi complessi, hanno potuto ospitare un Comando internazionale.

Di questo sono assolutamente orgoglioso, come lo sono nel dire che favoritismi a ditte non ne ho mai fatti. Sfido chiunque a dimostrare che io abbia fatto concessioni a qualche ditta. A partire da Fincantieri.

 

Intervenendo, l’avvocato Nocita (difensore di De Giorgi), evidenzia un aspetto: Le anonime accuse “fotocopia” erano state presentate all’atto di nomina dell’ammiraglio a capo di stato maggiore… Furono inviate al presidente della repubblica ed alla Procura della Repubblica. Furono fatte, come d’obbligo, indagini che non hanno avuto alcun seguito.

Dopo anni le stesse accuse vengono oggi riproposte.

Abbiamo reso delle dichiarazioni sui fatti non per spiegarli o per chiarirli perché i pubblici ministeri sono molto bravi e non hanno bisogno né di chiarimenti né di spiegazioni.

L’ammiraglio è indagato solo per il reato di abuso d’ufficio, nessun’altra accusa o incolpazione vi è a suo carico, siamo molto soddisfatti. I pubblici ministeri con molta attenzione ci hanno seguito nelle nostre dichiarazioni per cui mi sono sentito in dovere di proporre un’istanza motivata di archiviazione per la posizione del mio assistito.

Abuso d’ufficio?

(avv. Nocita) L’abuso d’ufficio consiste in un atto nel proprio ufficio che serve per violare due norme. La norma interna dell’ufficio e favorire un terzo. Vorremmo precisare che è stata prodotto tutto ciò che riguarda il rapporto tra Marina e Porto di Augusta: non c’è nessun atto di concessione o nessun atto della Marina che riguardi un qualche soggetto o una qualche Società di quel posto. Per questo ho richiesto l’archiviazione ai pubblici ministeri.

Mi pare impossibile ipotizzare un reato di “abuso d’ufficio” che si commetta attraverso “atto della pubblica amministrazione” senza l’atto!

 di Andrea Cucco per DifesaOnLine