Risarcimento danni, carabiniere diffamato dal Resto del Carlino

“”Il Resto del Carlino” redazione di Pesaro facente parte del Gruppo Poligrafici Editoriale Spa, ha risarcito un Carabiniere che era in servizio al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Pesaro e Urbino.” È quanto scrive in una nota il sindacato Unarma segreteria Regione Marche.

“Lo ha stabilito il giudice del Tribunale di Pesaro-sezione civile dottoressa Maria Rosaria Pietropaolo in data 26.3.2021, accogliendo la richiesta dell’avvocato Paolo Gatticchi, difensore del sottufficiale, condannando l’editore e il direttore responsabile della testata “Il Resto del Carlino”, in solido tra loro, al risarcimento del danno in favore del militare – ispettore del lavoro e al pagamento delle spese di giudizio. I suddetti convenuti hanno proposto appello alla sentenza.

Sottoposto ad indagini per un presunto abuso d’ufficio e falso ideologico dalla Procura della Repubblica di Pesaro per la contestazione di un ristoratore a un accertamento del N.I.L. (da cui erano emerse irregolarità nella posizione dei lavoratori dipendenti, che avevano determinato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale e una sanzione amministrativa di 22.477 euro), il procedimento a carico del
sottufficiale e di altri colleghi dello stesso reparto venne archiviato nel maggio 2017 dal Giudice per le
Indagini Preliminari. Prima dell’archiviazione il quotidiano “Il Resto del Carlino” in data 9.11.2016 sulla cronaca locale di Pesaro, sia nell’edizione cartacea che online, aveva pubblicato un articolo, non firmato, dal titolo “Ristoranti nel mirino: multarono il Cozzamara e lo Scudiero: tre carabinieri finiti sott’inchiesta” (sottotitolo: “Erano in servizio all’Ufficio del lavoro: abuso d’ufficio e falso”), con civetta in cronaca nazionale e con un forte richiamo anche in locandina (“Vessazioni a ristoranti, 3 carabinieri trasferiti”).
Per il Tribunale di Pesaro l’articolo reca, un contenuto diffamatorio, che esorbita dalla continenza verbale e non rispetterebbe la verità di cronaca. Nel raccontare i fatti oggetto delle imputazioni l’anonimo articolista avevainserito affermazioni non documentate in modo assertivo, frasi allusive e denigratorie e descritto situazioni già accertate infondate da atti processuali, così alterando significativamente il racconto fino a tracimare nella diffamazione. Il giornale peraltro, a seguito dell’archiviazione, nulla aveva pubblicato in merito (come fatto invece dal quotidiano “Il Corriere Adriatico”).

Un articolo che il sottufficiale ha reputato lesivo dell’onorabilità e dell’immagine sia personale che lavorativa, tenuto conto del ruolo svolto come pubblico ufficiale in un delicato settore come quello della vigilanza sull’applicazione delle leggi sul lavoro e legislazione sociale, e della sua consolidata carriera costellata di riconoscimenti e onorificenze tra cui quella di Cavaliere O.M.R.I..

L’avvocato Paolo Gatticchi, nel 2018 aveva quindi citato in giudizio l’editore – Poligrafici Editoriale Spa – e il direttore responsabile, chiedendo un risarcimento patrimoniale del danno.

Una sentenza che compensa, almeno in parte, dice in una nota il dott. Paolo Petracca, Segretario Generale Regionale del sindacato Unarma Marche, quanto subìto dal militare durante le fasi del procedimento penale e nell’immediatezza della diffusione della notizia dell’indagine a suo carico.
Inevitabilmente il tono diffamatorio dell’articolo pubblicato da “Il Resto del Carlino” aveva creato un alone di sospetto e di subdole allusioni attorno all’onorabilità e all’operato del sottufficiale, il quale non ha mai contestato l’esercizio del diritto di cronaca sotto il profilo dell’interesse pubblico della notizia, bensì sotto quello della verità e della continenza dell’esposizione.”

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