Ragazzo investito a Pordenone, la militare Usa può evitare il processo in Italia

La militare statunitense che ha investito e ucciso un 15enne a Porcia (Pordenone) potrebbe evitare il processo in Italia. La 20enne – che al momento dell’incidente si è fermata per prestare soccorso – lavora alla base Usaf di Aviano e, come spiega Repubblica, è possibile che venga giudicata negli Stati Uniti. A prevederlo è la Convenzione di Londra del 1951 sulla giurisdizione dei militari Nato in Europa. Il quotidiano ricorda come sia già accaduto diverse volte. Lo stesso procuratore di Pordenone, Raffaele Tito, conferma che un processo a militari statunitensi in Italia sarebbe una eccezione: «Io non ne ricordo», dice. «È il ministro della Giustizia italiano che può, a discrezione o su richiesta della base americana, invocare il difetto di giurisdizione e consentire così all’indagato statunitense di essere giudicato nel proprio Paese». La militare, al momento, si trova agli arresti domiciliari nella resistenza all’interno della base. Le indagini dei carabinieri puntano a stabilire se stesse guidando in stato di ebbrezza. Secondo quanto si apprende, un testimone ha riferito di avere visto la sua auto procedere a zig-zag prima dell’incidente. Tra alcuni giorni è atteso l’esito degli esami tossicologici.

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