“QUANTI POLIZIOTTI DEVONO MORIRE PRIMA CHE RENZI INTERVENGA?”

(di Sergio Rame) –  E’ morto mentre con la divisa addosso garantiva la sicurezza e l’ordine a Ventimiglia. Intorno a lui centinaia di clandestini, sobillati da facinorosi “No borders”, cercavano di sfondare per l’ennesima volta il confine per arrivare in Francia.

L’assistente capo è stato stroncato da un malore, dopo una giornata massacrante sotto il sole. Per molti colleghi, però, non è un caso isolato ma una cronaca annunciata in un Paese che non tutela le proprie forze dell’ordine. “Ma – si chiedono in molti – quanti poliziotti devono morire prima che il governo si dia una mossa?”.

“Non si può morire a 53 anni per colpa di chi non è in grado di arginare la violenza di un gruppo di irresponsabili che ostacola quotidianamente il lavoro delle Forze dell’Ordine alimentando tensioni e scontri e facendone una vera e propria bandiera ideologica”. Gianni Tonelli, segretario del Sap, non ci gira troppo intorno. La morte di Diego Turra, agente del VI Reparto Mobile di Genova stroncato da un infarto nel corso di una carica di ritorno a Ventimiglia, durante una protesta dei migranti, investe tutto il Paese chiamando in causa chi non fa nulla per proteggere quei ragazzi che quotidianamente rischiano la vita per proteggerci. “Quella di ieri è la cronaca di una morte annunciata dopo gli ennesimi scontri e l’ennesimo giorno di riposo settimanale negato – tuona Tonelli – gli agenti, costretti anche a 10 ore di straordinario al giorno, sono totalmente debilitati”. Quello che viene denunciato da mesi, purtroppo, sta diventando realtà. È il risultato delle politiche disumane di un governo che sta lesinando sulla sicurezza interna seguendo i diktat della spending review e senza preoccuparsi minimamente di mettere a rischio gli agenti. Il turnover fermo al 55% e le carenze di organico nelle Forze di polizia (45mila di cui 17mila solo nella Polizia di stato) fanno sì che i poliziotti, sempre più anziani, siano chiamati a svolgere attività sempre più dure, con turnazioni massacranti, per ore e ore sotto il sole cocente e senza la minima tutela. Non solo. Ogni giorno 3mila agenti vengono distolti dal controllo del territorio per gestire l’emergenza migranti.

Da mesi il Sap chiede che a Ventimiglia, così pure come in altre zone sensibili in tutta Italia, vengano investite più risorse per affrontare una situazione ormai totalmente fuori controllo. “Le nostre richieste sono rimaste lettera morta”, tuona Tonelli accusando il Viminale di non aver messo le forze di polizia nella condizione di poter gestire una situazione di grave emergenza. Tanto che gli agenti sono diventati il capro espiatorio di una moltitudine di ragazzotti dei centri sociali, finti-ribelli, che aizzano i migranti al solo scopo di provocare disordini. “Il sistema dovrebbe essere in grado di evitare queste commistioni pericolose con determinazione e severità: il problema deve essere affrontato con risolutezza”, conclude Tonelli. Che, poi, si chiede: “Quanti altri agenti dovranno morire prima che il governo decida di intervenire concretamente?”.

Secondo il segretario del Sap,se l’esecutivo vuole portare avanti le “politiche scellerate delle ‘porte aperte’ in fatto di immigrazione”, allora deve stanziare i fondi necessari per gestire i migranti. “Non chiediamo gloria – conclude – ma solo dignità, rispetto e tutela per il nostro lavoro”. (Il giornale.it)

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