Poliziotto reagisce a un’aggressione e uccide un uomo: scagionato

È stato archiviato il procedimento che ha visto come indagato un poliziotto di Milano accusato in un primo tempo di “eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi”. I fatti risalgono alla sera del 21 febbraio del 2o21 quando una pattuglia della polizia è intervenuta alla periferia Sud della città per un aggressione da parte di Jerry Dimaculangan, 45 anni, originario delle Filippine. Quando la situazione stava degenerando, uno degli agenti ha fatto esplodere tre colpi di pistola e ha ucciso il 45enne.A conclusione delle indagini è emerso che il poliziotto ha reagito al pericolo creato da Jerry Dimaculangan che con un coltello aveva aggredito l’imputato e il suo collega. Prima aveva tentato anche di assalire due passanti.

LEGGI ANCHE Spara all’uomo che aveva tentato di investirlo: assolto il carabiniere accusato di tentato omicidio

L’aggressione e gli spari

Dalla ricostruzione dei fatti il 45enne si era scagliato con un coltello contro gli agenti. I poliziotti hanno provato a disarmarlo: uno dei due però – come spiega Il Corriere della Sera – mentre stava indietreggiando ha sbattuto la testa per terra, svenendo. A questo punto l’aggressore aveva approfittato di quei momenti per assalire l’autista di un’altra pattuglia intervenuta in aiuto ai colleghi: solo allora sarebbero stati esplosi i colpi di pistola. Il 45enne è caduto a terra gravemente ferito, morirà dissanguato pochi minuti dopo.

LEGGI ANCHE “Il Reparto della Polizia a Cavallo versa in condizioni drammatiche”. Immagini choc

Durante le indagini il giudice per le indagini preliminari avrebbe ordinato una perizia sulla traiettoria possibile del coltello. Secondo al Procura, la posizione in terra del coltello lungo 32 centimetri è “compatibile con la circostanza che l’uomo dapprima lo impugnasse durante la fase in cui percorreva la strada verso il poliziotto, per poi lanciarlo prima di accasciarsi al suolo”. Da qui la decisione di archiviare il caso.

LEGGI ANCHE “Irrilevante assenza di ferite su studentessa”: motivazioni della condanna del carabiniere a Firenze

error: ll Contenuto è protetto