Poliziotti sempre più esposti a rischi, il sindacato chiede interventi urgenti: «Servono nuovi giubbotti di protezione»

Poliziotti sempre più esposti e a rischio, ragione per cui il sindacato chiede giubbotti e strumenti di protezione più moderni e tecnologici. «L’utilizzo di coltelli, punteruoli e armi da taglio improprie è spesso causa, pure in Italia, di gravi ferimenti a danno degli operatori delle forze di polizia – chiarisce Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di Polizia Silp Cgil -. L’accoltellamento del poliziotto avvenuto qualche giorno fa in Francia, per cui gli inquirenti seguono addirittura la pista terroristica, ripropone con forza anche nel nostro Paese il tema dei dispositivi di protezione per le lavoratrici e i lavoratori della Polizia di Stato. I nostri attuali giubbotti antiproiettile – sottolinea ancora Tissone – non sono sempre adatti alle moderne esigenze operative. Crediamo sia davvero ora di rispondere alle esigenze del personale e alla necessità di tutelare concretamente l’incolumità dei poliziotti avviando, quanto prima, la sperimentazione e l’utilizzo di un nuovo giubbotto antiproiettile e antitaglio più performante e con maggiori capacità protettive».Per questa ragione il sindacato ha richiesto con urgenza la convocazione della Commissione per la qualità e la funzionalità del vestiario della polizia di Stato e di inserimento di un punto all’ordine del giorno: adozione di un nuovo e più performante giubbotto di protezione, che è ferma al 16 dicembre dello scorso anno.«Non possiamo aspettare – conclude il segretario generale – l’ennesimo accoltellamento. L’impegno quotidiano profuso dal personale in divisa deve trovare riscontro non solo attraverso la stipula, che ci auguriamo possa avvenire a breve, di un contratto adeguato dopo oltre 1.000 giorni dalla scadenza, ma anche con l’adozione di strumenti e dispositivi che consentano di operare con maggiore sicurezza. Purtroppo i dispositivi attualmente in dotazione da tempo non rispondono alle esigenze del personale che spesso è costretto, impropriamente, ad acquistare a proprie spese giubbotti più leggeri e più performanti presso armerie specializzate».

Tissone ricorda quando nella penultima riunione della Commissione, avvenuta il 3 novembre 2020, l’Amministrazione aveva annunciato l’ipotesi di introdurre un nuovo giubbotto sotto camicia più leggero e confortevole, particolarmente indicato per la resistenza al taglio e al punteruolo. «Meno performante, però, dal punto di vista balistico, tanto che la stessa Amministrazione – conclude il segretario – nel verbale della predetta riunione ha precisato che “l’adozione di questo giubbotto non esclude, quando necessario, l’utilizzo del Gap (tradizionale)”».

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