POLIZIA, CARABINIERI, MILITARI: SARA’ SCIOPERO GENERALE!

Sindacati e Cocer Comparto Sicurezza, Difesa e
Soccorso pubblico: sarà sciopero. Quando abbiamo scelto di servire il Paese,
per garantire Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico eravamo consci di aver
intrapreso una missione votata alla totale dedizione alla Patria e ai suoi
cittadini con condizioni difficili per mancanza di mezzi e di risorse.

Quello
che certamente non credevamo è che chi è stato onorato dal popolo italiano a
rappresentare le Istituzioni democratiche ai massimi livelli, non avesse
nemmeno la riconoscenza per coloro che, per poco più di 1300 euro al mese,
sono pronti a sacrificare la propria vita per il Paese. Nonostante i sacrifici e
i maltrattamenti sinora ricevuti, le donne e gli uomini in uniforme hanno
continuato a servire i Cittadini italiani e le Istituzioni democratiche
convinti che il Governo, anche in relazione ai continui impegni assunti
formalmente con documenti ufficiali e con dichiarazioni sia dei Ministri che
dei Capi dei singoli Corpi e Dipartimenti, avrebbe loro riconosciuto quanto
negato negli ultimi quattro anni con il blocco del tetto salariale che, invece
era dovuto.È quanto affermano in una nota congiunta i Sindacati e il Cocer
Interforze dopo una riunione tenutasi questa mattina per fare il punto della
situazione dopo le dichiarazione del Ministro Madia.Per la prima volta nella
storia della nostra Repubblica, sottolineano i Sindacati e il Cocer siamo
costretti, verificata la totale chiusura del Governo ad ascoltare le esigenze
delle donne e degli uomini in uniforme per garantire il funzionamento del
sistema a tutela della sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa del
nostro Paese, atteso le numerose richieste di incontro rivolte al Presidente
del Consiglio, ad oggi inascoltate, a dichiarare lo sciopero generale di questi
comparti atteso che anche i Capi dei singoli Corpi e Dipartimenti e i relativi
Ministri hanno girato le spalle al proprio personale.Per questo motivo, e nello
spirito di servizio e di totale abnegazione per continuare a garantire la
difesa, la sicurezza e il soccorso pubblico al nostro Paese, qualora nella
legge di stabilità sia previsto il rinnovo del blocco del tetto salariale,
chiederemo le dimissioni di tutti i Capi dei vari Corpi e Dipartimenti, civili
e militari, e dei relativi Ministri poiché non sono stati capaci di
rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l’abnegazione
del proprio personale.La frattura che si creerebbe in tale scenario sarebbe
insanabile; per questo diciamo che in tale ipotesi, o restano loro oppure tutti
quelli chi si sacrificano, ogni giorno e in ogni angolo del Paese e dell’intero
mondo per garantire sicurezza e difesa.Per sostenere la difesa, il soccorso
pubblico e la sicurezza del nostro Paese, concludono Sindacati e Cocer, in
vista dello sciopero generale, che si terrà entro la fine di settembre,
qualora dovesse essere rinnovato il blocco del tetto delle retribuzioni,
attueremo, sin da subito, oltre ad una capillare informazione e sensibilizzazione
della società civile sui rischi che corre, azioni di protesta su tutti i
territori con la denuncia di tutte le disfunzioni, le esposizioni al rischio,
sinora accettate nell’interesse supremo del servizio, nonché le scorte e i
privilegi che la casta continua a preservare e che, nonostante i roboanti
annunci sinora fatti dal Governo, ad oggi non sono stati né eliminati né
ridotti preferendo, per far quadrare i conti, di penalizzare gli unici soliti
noti contribuenti del nostro Paese, i dipendenti pubblici e i
pensionati.Insieme alla protesta informeremo i cittadini dell’importanza vitale
del nostro servizio e della specificità che contiene portandoci,
quotidianamente ad esporci sino al rischio della vita.

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