PINOTTI: “RINNOVAMENTO FORZE ARMATE DOVRÀ PROCEDERE A PRESCINDERE DA CHI ANDRÀ AL GOVERNO”

Si è tenuta ieri, a Roma, la cerimonia di avvicendamento al vertice dell’Esercito tra il Capo di Stato maggiore uscente Danilo Errico e il nuovo numero uno delle Forze Armate Salvatore Farina. A fare da sfondo alla cerimonia, l’instabilità di tante aree del mondo e proprio il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha colto l’occasione per rinnovare l’appello al “cessate il fuoco” in Siria, dove “continuano i giochi di guerra sulla pelle della popolazione siriana”, una terra dove “ci si confronta militarmente ignorando le sofferenze del popolo”, e per ricordare i successi nella guerra contro l’Isis anche se “la minaccia del terrorismo non è cancellata”.

Un omaggio al lavoro svolto dal generale Errico è venuto dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, anche per aver contribuito alla riorganizzazione in base al Libro bianco. Soprattutto, però, il ministro ha guardato al futuro perché “il rinnovamento delle Forze Armate dovrà procedere a prescindere da chi avrà la responsabilità politica di governo”. Al generale Farina, che viene dall’impegnativo comando Nato di Brunssum da cui dipende tra l’altro il comando della missione Resolute support in Afghanistan, Pinotti ha detto senza giri di parole che gli “sarà chiesto di fare di più” di quanto già non faccia l’Esercito perché i rischi “sono sempre più insidiosi” e perché la domanda di sicurezza che arriva dai cittadini “è sempre più articolata e consapevole”. “Chiamare l’Esercito – ha aggiunto – è diventato un modo di dire comune”.



Per il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, “cultura, comprensione e umanità” sono “le qualità indispensabili per essere militari oggi”. Nel suo intervento alla cerimonia di avvicendamento nella carica di capo di stato maggiore dell’Esercito, infatti, spiega che donne e uomini delle nostre forze armate sono “militari fra la gente, fra le genti, fra i differenti popoli e le differenti culture. Forti dei propri valori – aggiunge – e dei principi etici che ci animano, e al tempo stesso capaci di riconoscere il valore della diversità”. Proseguendo nel ragionamento, Pinotti dice ancora: “Rispetto per le istituzioni e fedeltà alla Costituzione sono alla base del giuramento, ma soprattutto sono le fondamenta dell’agire quotidiano: nelle caserme, nei teatri operativi, nelle strade dove si presidia l’ordine e la legalità”, mentre “Professionalità e spirito di sacrificio sono le due componenti necessarie e inscindibili di un mestiere e di un modo di essere. Sono qualità per le quali si deve essere predisposti, ma che non sono innate – conclude la responsabile della Difesa -. Servono studio, addestramento, tenacia, da conservare ed accrescere anno dopo anno, per tutto il periodo di servizio”