PENSIONI MILITARI 81/83. I CARABINIERI CHIEDONO LA MODIFICA DELLA LEGGE. MA IL PUNTO DEBOLE E’ L’INTEPRETAZIONE

Secondo quanto apprende Infodifesa.it, L’Ufficio Legislazione dell’Arma dei Carabinieri avrebbe predisposto e trasmesso al Ministero della Difesa una bozza d’intervento normativo finalizzata a estendere, per il personale militare arruolato tra il 1° gennaio 1981 e il 30 giugno 1983, il favorevole regime di calcolo pensionistico già previsto – ai sensi dell’articolo 54, comma 1, della legge n. 1092 del 1973(44% della base pensionabile) – solo per coloro che all’atto del pensionamento hanno maturato almeno 15 e non più di 20 anni di servizio utile, anche a coloro che sono collocati in quiescenza dopo il 20′ anno di servizio.

Si tratta della annosa questione dei militari arruolati 81/83 sollevata in anteprima da Infodifesa.it nel dicembre del 2016, ignorata dalle rappresentanze militari e dai governi pro tempore , ma vittoriosa in molte aule delle Corti dei Conti. Sebbene sia un tentativo di apertura del Comando Generale dell’Arma, secondo molti si tratterebbe comunque di un’iniziativa maldestra, sulla quale la rappresentanza militare continua a non prendere ferma ed univoca posizione ma solo timidi messaggi uti singuli dalla dubbia utilità e soltanto dopo le sentenze favorevoli.

In effetti ad essere “sbagliata” non sarebbe la norma che esiste da decenni ma l’interpretazione differente e sfavorevole data negli ultimi anni. Dunque non dovrebbe essere modificata una norma esistente e confermata dalla Corte dei Conti, ma in realtà dovrebbe esserne modificata l’erronea intepretazione. In questi giorni ricorre il biennio del nostro primo articolo ed ancora, nonostante la pronuncia positiva della Corte dei Conti Centrale di appello il migliore dei risultati per i militari sarebbe un tentativo di modifica di una norma corretta. Siamo ancora lontani dal risultato.