PENALIZZAZIONI TRASFERIMENTI POLIZIA: 30% DEI NEOAGENTI IN SEDI CON ETA’ ANAGRAFICA ELEVATA

In data 16 marzo 2017 si è tenuta, come previsto, la riunione tra le OO.SS e una delegazione dell’Amministrazione guidata del Capo della Polizia Prefetto Franco GABRIELLI, sulla mobilità del personale appartenente al ruolo Agenti e Assistenti. Nel corso della seduta l’Amministrazione ha illustrato lo schema di potenziamento di Uffici e Reparti della Polizia di Stato nel periodo 2018/2019, a seguito dell’assunzione di complessive 2817 unità del ruolo Agenti e Assistenti.

Ciò premesso, il SILP CGIL – si legge in un comunicato – pur condividendo il nuovo sistema per la ricezione delle domande che permette una maggiore trasparenza e nel contempo un’immediata ed esaustiva risposta in termini di graduatoria personale, si aspettava una maggiore apertura su tutti gli istituti che riguardano la mobilità, non solo quella ordinaria (art. 55 comma 4, Legge 104, art.78, art.53, incompatibilità ambientale, assegnazioni temporanee e in particolare l’art. 42 bis del D. lgs. 151/2001), atteso che l’Amministrazione per alcuni di questi istituti, il cui diritto è sancito da precise norme, adotta l’asettica dicitura “… non è possibile assegnarlo in quanto non sussiste la presenza di un posto vacante per l’ufficio richiesto”.

Purtroppo, ancora una volta, l’Amministrazione in modo unilaterale e nel silenzio assordante di alcune OO.SS. ha deciso di assegnare il 30% dei neoagenti in quelle sedi che seppur registrano una elevata età anagrafica sono quelle più ambite e le più difficili da raggiungere. Infatti, in alcune di queste sedi si attende anche 20 anni per arrivarci, come a dire a tutti quei colleghi, che da anni aspettano di raggiungere la propria terra e ricongiungersi con i propri cari, …sei troppo vecchio per essere trasferito nel posto che stai attendendo da anni.

Il SILP CGIL ha espresso tutta la propria contrarietà alla proposta di assegnare il 30% dei neoagenti nelle sedi di maggiore interesse, in alcune delle quali, dai dati forniti, si arriva anche al 33%. Appare assurdo che un’Amministrazione che voglia migliorare l’attività operativa, abbassando l’età media dei poliziotti, mette i neoagenti contro gli esperti poliziotti che sono in servizio già da qualche anno, generando una insopportabile contrapposizione che può solo nuocere all’intero apparato.

Meglio sarebbe trovare nuove e più condivisibili percentuali se si vuole equilibrare il sistema della mobilità. Inoltre, per evitare penalizzazioni sull’anzianità di sede, indipendentemente dal tempo impiegato per raggiungere l’Ufficio o Reparto di prima assegnazione, deve valere la data di fine corso. Infine, è stato stigmatizzato l’uso del “parere” formulato dai Capi Ufficio/Reparto in occasione della mobilità o della partecipazione a corsi di specializzazione del personale, un vero e proprio vincolo – a carattere soggettivo – che “incatena” il dipendente ad un Ufficio/Reparto, inibendolo nelle legittime aspettative professionali e di vita, Il SILP CGIL ha ribadito l’esigenza di avviare dei tavoli di confronto per approfondire e disciplinare in modo compiuto la mobilità nelle sue diverse sfaccettature.

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