Ombrello per i militari, il generale Bellacicco: “Il parapioggia era meglio se rimaneva nel cassetto di qualche ufficio romano”

In queste ore sta facendo scalpore, soprattutto in rete, la decisione dei vertici della Difesa, di autorizzare l’uso dell’ombrello per i militari. Il militare in divisa, d’ora in poi, potrà servirsi dell’ombrello (quando piove) e non si stia partecipando a cerimonie ufficiali, però a una condizione: tenendo il parapioggia rigorosamente con la mano sinistra, in modo tale da poter sempre effettuare il saluto militare incontrando un superiore. Seguono, nella circolare con intestazione ‘Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio del Sottocapo’, specifiche indicazioni sui tipi di ombrelli ammessi.

Leggi la direttiva dello stato maggiore difesa sull’uso degli ombrelli dei militari – clicca qui

“In prima battuta – dichiara al nostro giornale Marcello Bellacicco, Generale di Corpo d’Armata degli alpini a riposo – mi viene da sorridere, perché miglior tempismo lo Stato Maggiore non poteva trovare, in questo periodo di siccità. Ma dovendo essere seri, si tratta di un provvedimento che mi lascia perplesso, perché va a toccare quella figura del militare, avvezzo a qualsiasi cosa che, in fondo, fa parte dell’immaginario collettivo. Io ho sempre detto che il militare deve essere ‘duro si, ma non stupido’. Però come le ho detto, credo che sia proprio la gente, al cui servizio è il personale in uniforme, che non si aspetti di vedere un militare con l’ombrello”.

La rete si è scatenata su questo argomento. “Ho letto alcuni post e articoli critici, altri di derisione, che hanno definito la questione ‘barzellette italiane’ e questo mi dispiace, perché poi si finisce a sfottere personale che da 30 anni calca gli scenari internazionali, con onore ed efficacia e non merita questo. Ecco, probabilmente in tempi di guerra come questi, in cui abbiamo nostre unità agli estremi confini orientali dell’Europa, in un clima di rischio ed incertezza, l’ombrello avrebbe potuto o dovuto rimanere nel cassetto di qualche ufficio romano”, conclude Bellacicco.

Chi è il generale Bellacicco

Marcello Bellacicco nel 1993 ha partecipato con l’unità alla missione delle Nazioni Unite in Mozambico, ricoprendo il delicato incarico di Capo delle operazioni del Contingente italiano.Dal 1997 è intensamente impegnato nelle attività di pianificazione ed organizzazione delle Operazioni di pace in Bosnia Erzegovina, in Rwanda (missione non implementata) e in Albania. Promosso Colonnello nel 2002, viene trasferito a Cuneo, dove ha assunto il comando del 2° Reggimento Alpini, che detiene sino al 2003.

Nel 2010 ha assunto il comando della Brigata Alpina ‘Julia’ e impiegato con in Afghanistan dove, da ottobre 2010 a aprile 2011, ha ricoperto l’incarico di Comandante della Regione Ovest, nell’ambito della missione NATO, prendendo sotto comando anche unità Usa, spagnole, lituane, slovene, danesi e albanesi. È a riposo dal 2020.

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