Editoriale

“Noi soldatesse gliela faremo vedere al nemico”. Bufera sulla pubblicità sessista. Il S.A.M. presenta una denuncia

La pubblicità sessista segna le differenze di genere ed il marketing coinvolge ogni mezzo, radio, televisione ed internet. Se da un lato alcuni dei grandi brand cercano di prestare attenzione al tema, alcune piccole imprese, purtroppo, sono più inclini a tralasciare la delicatezza del caso.

La denuncia dell’ennesima pubblicità sessista arriva dal Sindacato Autonomo Militari che ha segnalato alle autorità competenti la pagina Facebook di una società di Soft Air, nella quale veniva pubblicata un’immagine di repertorio, già visibile su alcune riviste della Difesa, di due militari donne, con il commento “Noi soldatesse gliela faremo vedere al nemico…eventualmente toccare…”.

La pagina – si legge nella denuncia del S.A.M. – dopo una breve sospensione è stata riattivata dopo poche ore e l’immagine rimossa con il seguente post “Una delle ragazze ritratte nella foto del post satirico sulle soldatesse “che gliela fanno vedere al nemico” ci ha chiesto personalmente e cortesemente di rimuovere l’immagine e noi, com’è giusto e opportuno in questi casi, l’abbiamo accontentata. Buona giornata a tutti e… take it easy! ”.

Secondo il S.A.M. non sarebbe la prima volta che la stessa azienda utilizza immagini sessiste per pubblicizzare i propri prodotti. Nella circostanziata denuncia del Sindacato Autonomo Militari, infatti,  si sottolinea come sulla stessa pagina vengano riportate più circostanze sessiste della medesima natura sempre rivolte a militari donne in divisa, quali “«Allora, smidollati… c’è tra di voi un fottuto volontario che abbia voglia di farmi sentire donna per Pasqua?… Ehi, sono una war girl, mica cazzi…»” .

Il S.A.M. dunque ha raccolto ed evidenziato i comportamenti sessisti che rappresentano un’offesa diretta alle donne militari, oggetto di apprezzamenti tipicamente di natura sessuale e presentato una formale denuncia alle autorità.

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