MILITARE PRESTA SOLDI ALL’AMICO. POI LO MINACCIA DI MORTE

Un militare del Vega di 40 anni è stato arrestato dalla Finanza per estorsione nei confronti di un meccanico riminese, suo amico L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore, Paolo Gengarelli. È quanto scrive Grazia Buscaglia per il Resto del Carlino nell’articolo che vi riproponiamo.

Lo hanno fermato con i soldi in mano, duecento euro, un acconto che si era fatto consegnare dal suo ‘amico’, un 36enne meccanico di Rimini. Soldi che, in realtà, stando alle accuse, sarebbero stati una parte degli interessi che voleva in più prima di saldare il debito al povero meccanico.

«Quel denaro è mio», avrebbe detto agli uomini della Guardia di Finanza che lo hanno ammanettato. Non sapeva E.F.M, (difeso dall’avvocato Sonia Raimondi) quarantenne originario di Caserta, militare in servizio da anni al Settimo reggimento Vega di Rimini, che le Fiamme Gialle avevano fotocopiate le banconote, pronte per essere consegnate. È finito così in carcere il militare: sulla sua testa pesa l’accusa di estorsione. Il militare è stato immediatamente sospeso dal servizio: l’Esercito e tutto il Reggimento si dichiarano a completa disposizione degli inquirenti.

La storia ha avuto inizio due anni fa. Il meccanico e il militare diventani amici grazie al lavoro. E come spesso accade tra amici, il riminese si confida con il graduato dell’esercito. Ha bisogno di soldi per mandare avanti la piccola azienda. Il primo prestitos’aggira sui 15mila euro. Il militare gli fa arrivare il denaro. In cambio chiede tremila euro in più in un solo mese. Il riminese paga, senza battere ciglio. Ma gli affari vanno come vanno e nel giro di pochi mesi è costretto a bussare nuovamente cassa. Stavolta la cifra richiesta s’aggira sui 20mila euro. Anche in questa circostanza il ‘do ut des’ è salato: 4mila euro subito il primo mese come interesse.

Qualcosa però tra i due, sempre stando alle indiscrezioni trapelate, non funziona. I pagamenti delle rate non avvengono e il militare s’infuria. «Ho amici che sono un vero e proprio tumore. Se non paghi, il tumore lo hai poi tu addosso», ribadisce più volte al telefono. Le minacce diventano quotidiane e asfissianti. Così pochi giorni fa il meccanico, temendo il peggio, corre alla Finanza e denuncia. Partono le indagini, coordinate dal pm Paolo Gengarelli. Scatta per il militare la trappola: all’appuntamento, davanti a casa sua, si presenta sì l’amico con i soldi, con le banconote fotocopiate, ma il tutto sotto gli occhi della Finanza. Per il 40enne scattano le manette. Ora gli investigatori vogliono scoprire se il meccanico sia stata l’unica vittima del militare o se ce ne siano altre. Vogliono anche accertare se l’uomo abbia avuto dei complici. Per il 40enne potrebbe profilarsi l’accusa di usura.