Michelangelo Dome, il nuovo scudo europeo: valore da 1.140 miliardi e operatività dal 2027
Un mercato da 1.140 miliardi per il prossimo decennio
Il “Michelangelo Dome” nasce oggi a Roma con numeri che ne definiscono immediatamente la portata: un valore globale stimato di 1.140 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. L’entrata in operatività è fissata per la fine del 2027, segnando l’avvio di un nuovo modello di difesa integrata progettato da Leonardo per rispondere a minacce sempre più rapide e complesse.
Un sistema di difesa per uno scenario mondiale instabile
Il progetto si propone come uno scudo avanzato capace di affrontare minacce emergenti in un contesto geopolitico in continuo mutamento. L’Amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, ha sottolineato come il “Michelangelo Dome” assumerà la forma di un integrated project team, integrato con tutte le Forze Armate, che ne modelleranno l’architettura in base alle esigenze operative.
In un momento in cui “si parla di una pace imminente in Ucraina come tutti speriamo”, ha ricordato Cingolani, il nuovo sistema risponde alla necessità di garantire sicurezza “in Italia e in Europa per i prossimi anni”, perché la pace “va difesa” e “difenderla ha un costo”.
Visione industriale e alleanze sotto l’ombrello Nato
Cingolani ha evidenziato lo sforzo di Leonardo per costruire una visione industriale europea condivisa, capace di catalizzare alleanze strategiche. “Se non si fanno le cose insieme sotto l’ombrello Nato, non ce la fa nessuno”, ha ammonito.
Sulle partnership internazionali ha confermato che ci sono già Paesi interessati, pur senza rivelarne i nomi perché “il tema è delicato”.
Tecnologie integrate: dalla terra allo spazio
Il “Michelangelo Dome” ambisce a diventare una architettura completa e multidominio, integrando:
- sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione
- piattaforme di cyber defence
- sistemi avanzati di comando e controllo
- intelligenza artificiale
- effettori coordinati per la risposta immediata
La piattaforma sarà in grado di creare una cupola dinamica di sicurezza, progettata per identificare, tracciare e neutralizzare minacce in tutti i domini:
attacchi aerei e missilistici – inclusi missili ipersonici e sciami di droni –, minacce provenienti dalla superficie o dal sottosuolo marino, forze ostili terrestri e incursioni cyber.
Predizione, risposta automatizzata e superiorità informativa
Cuore del sistema è la fusione avanzata dei dati provenienti da sensori multipli e l’uso di algoritmi predittivi.
Questi consentono a Michelangelo di:
- anticipare comportamenti ostili
- ottimizzare le decisioni operative
- coordinare automaticamente gli effettori più adatti a neutralizzare la minaccia
Il ruolo di Leonardo nella sicurezza europea
Con “Michelangelo Dome”, Leonardo rafforza la propria posizione come riferimento europeo nella sicurezza multidominio, contribuendo agli obiettivi di autonomia strategica, resilienza tecnologica e integrazione delle capacità difensive europee e Nato.
Il progetto si inserisce nei programmi di cooperazione continentale e punta a valorizzare ulteriormente le competenze industriali presenti sul territorio italiano.
Un progetto destinato a segnare l’industria nazionale
Cingolani ha chiarito il rapporto tra industria e istituzioni: “Tutte le aziende della difesa europea – compresa Leonardo – sono strettamente legate ai ministeri della Difesa: è giusto che ci sia un controllo, ma non è la politica a dire all’azienda cosa fare”.
L’azienda risponde ai mercati, ha aggiunto, ma la sincronizzazione con le istituzioni è fondamentale. Proprio per questo, se il progetto proseguirà nel quadro dell’integrated project team, “diventerebbe industrialmente caratterizzante per il nostro Paese”.
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