MARINA MILITARE, L’AMMIRAGLIO IRONIZZA: “SE L’ERBA E’ ALTA COMPRATE LE CAPRE”. I MILITARI LE COMPRANO SUL SERIO

Ormai siamo
abituati alle stravaganze dell’ammiraglio De Giorgi, capo stato di maggiore
della Marina Militare. A bordo come sulla terraferma, l’ammiraglio con il
record di giornalate (dalle mandorle rigorosamente tostate ai gavettoni con gli
incursori) è stato spesso rimbalzato dai media. Ma le caprette no. Qui
l’Ammiraglio si è superato. E’ vero, quel che il superiore richiede, in genere,
nell’ambito della logica, si esegue. Solo che l’utilizzo delle caprette per la
manutenzione dell’erba delle caserme, di logico ha ben poco.

Capita infatti
che l’ammiraglio in giro per l’Italia, noti l’erba alta, in particolare nelle
Caserme della Marina Militare di Grottaglie e di Venezia, e dove visto, che gli
uomini scarseggiano e le risorse anche, inviti ad affidare la potatura alle
capre. Detto fatto. Parte la colletta. Gli ufficiali si autotassano (metterle a
bilancio della Marina sarebbe stato difficile da giustificare) e per
accontentare le richieste del “capo” si comprano le capre con tanto di
recinzione.
Solo che invece
della soluzione, le capre diventano un problema.
Ovviamente
necessitano di assistenza continua e gratuita, anche perché
dell’erba della caserma non ne vogliono sapere, ma hanno bisogno piuttosto di
qualcuno che le controlli, le munga regolarmente ed ogni giorno, le accudisca e
che soprattutto provveda a ripulirne gli escrementi.
La stramberia
potrebbe finire così, ma ovviamente non può mancare la ciliegina sulla torta.
Un militare preposto alla salute dei luoghi di lavoro, fortemente preoccupato
anche per lo stato di salute degli animali scrive all’ammiraglio sottolineando
l’inefficacia della “soluzione delle caprette” che non solo non risolve il
problema ma è assolutamente deleterio per gli animali. La risposta alla
lettera: 3 giorni di consegna rigore per violazione dei compiti
attinenti al grado
 e per aver rivelato segreti militari con tale documentazione. Certo il
famoso “dossier delle caprette”.
Quel che di
fatto può sembrare una battuta – commenta il sen. Sergio Divina, Vice
Presidente della Commissione Difesa del Senato
 – ha causato
non pochi problemi ai militari, facendo scaturire addirittura la massima
punizione per uno di loro. Voglio immaginare la nostra Marina Militare
improntata a criteri di modernità, professionalità, eccellenza ed efficacia
operativa, non certo per l’ironia di un ammiraglio o per le caprette usate per
brucare l’erba alta di una caserma. Mi chiedo perché questa immagine primitiva
della Marina Militare viene puntualmente omessa durante le Audizioni del Capo
di Stato Maggiore in Commissione e come possiamo realizzare – conclude Divina
– gli obiettivi dello sbandierato Libro Bianco della Difesa se le nostre
Forze Armate cadono “a pezzi”? 
© InfoDifesa

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