Carabinieri

Si sente male in caserma prima del turno: muore a 26 anni il carabiniere Marco Noviello

Il malore improvviso nel garage della caserma

Non ce l’ha fatta Marco Noviello, il carabiniere di 26 anni originario di Cava de’ Tirreni e da cinque anni in servizio nella provincia bergamasca. Il giovane militare è morto all’ospedale Papa Giovanni, dove era stato trasportato d’urgenza dopo il malore che lo aveva colpito mentre si trovava in caserma, pronto per iniziare un nuovo turno di lavoro.

A mezzogiorno di lunedì 15 giugno, i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Una fine tragica, arrivata dopo ore di speranza e apprensione, che ha scosso profondamente l’Arma e le comunità in cui Noviello aveva prestato servizio.

Trovato privo di sensi prima della pattuglia

Marco Noviello aveva lavorato per cinque anni alla Stazione dei carabinieri di Gandino. Da circa un mese e mezzo era stato trasferito al Nucleo radiomobile della Compagnia di Clusone.

Proprio nella caserma di Clusone, sabato 13 giugno, intorno alle 12.30, i colleghi lo hanno trovato a terra, privo di sensi, nel garage della caserma. Noviello avrebbe dovuto iniziare il turno di pattuglia alle 13, insieme a un collega.

Come accadeva abitualmente, era sceso in garage per preparare l’auto di servizio prima di pranzare e poi uscire in pattuglia. Ma quel gesto ordinario, parte della routine quotidiana di chi indossa una divisa, si è trasformato in tragedia. Il malore lo ha colpito mentre era da solo.

I soccorsi immediati e la corsa in ospedale

Quando i colleghi lo hanno trovato, Marco Noviello era già privo di conoscenza. I militari sono intervenuti immediatamente, praticandogli il massaggio cardiaco e utilizzando anche il defibrillatore.

Sul posto è poi arrivato l’elisoccorso, atterrato nel campo sportivo di fronte alla caserma. I medici hanno proseguito le manovre di rianimazione e disposto il trasferimento urgente all’ospedale Papa Giovanni.

Una corsa disperata contro il tempo, purtroppo inutile. Dopo il ricovero e le cure, nella giornata di lunedì è arrivata la notizia più dura: Marco Noviello non ce l’ha fatta.

Una vita in divisa spezzata troppo presto

Ventisei anni appena, una carriera già avviata, cinque anni di servizio alle spalle e un nuovo incarico iniziato da poco. La morte di Marco Noviello lascia sgomenti perché colpisce nel pieno della giovinezza, nel luogo del dovere, pochi minuti prima di salire su un’auto di pattuglia.

Non c’è retorica che tenga davanti a una vicenda così: un ragazzo entra in caserma per lavorare e non torna più. Una divisa pronta, un turno da iniziare, un’auto da preparare. Poi il buio.

Il dolore dei colleghi e dell’Arma

La scomparsa di Noviello ha colpito profondamente i colleghi che per primi lo hanno soccorso e che hanno tentato in ogni modo di salvarlo. Un dolore che attraversa la caserma di Clusone, la Stazione di Gandino dove aveva lavorato per anni e l’intera Arma dei carabinieri.

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