Carabiniere punito per frasi goliardiche su gruppo “di servizio” Whatsapp

Il Nuovo Sindacato Carabinieri ha richiesto l’intervento del Comandante Generale dell’Arma in merito ad uno spiacevole episodio accaduto presso una Compagnia Carabinieri in provincia di Grosseto.


In sostanza – spiega una nota del sindacato – è accaduto che un integerrimo ed onesto Comandante di Stazione, con oltre 32 anni di servizio, esperto e con un bagaglio professionale ed un curriculum invidiabile, oltretutto amato dai propri dipendenti per le doti di saggezza, equilibrio e conoscenze regolamentari mostrate, è stato sanzionato disciplinarmente per aver utilizzato ESPRESSIONI GOLIARDICHE all’interno di un gruppo chiuso “whatsapp” composto da soli colleghi Comandanti di Stazione.
La cosa paradossale – prosegue NSC – è che lo zelante Comandante di Compagnia, evidentemente poco propenso alla goliardia, utilizza costantemente le piattaforme “whatsapp” e adesso pare anche “Telegram” gestendo gruppi appositamente creati per impartire ordini e disposizioni di servizio ai Comandanti di Stazione alle proprie dipendenze.
Purtroppo, a causa della circolare sull’Uso consapevole dei social network e applicazioni di messaggistica, l’utilizzo dei suddetti strumenti tecnologici da parte di quel Comandante di Compagnia è espressamente vietato al punto 2 del documento che recita testualmente che “le applicazioni di messaggistica istantanea non possono essere utilizzate per la trattazione di questioni di servizio, né la costituzione di gruppi e/o chat tra militari, possono costituire una modalità legittima per scambiare informazioni d’ufficio”.
stessa.
In altre parole, in quella Compagnia Carabinieri in provincia di Grosseto è stata sanzionata la “goliardia” da parte di colui che in contrasto alla circolare firmata all’epoca dal Capo di Stato Maggiore Teo Luzi, utilizza le piattaforme di messaggistica istantanea per ragioni e comunicazioni di servizio che invece,  quelle sì sarebbero vietate.
Meglio sarebbe a questo punto – conclude la nota NSC – abolire quella circolare, contestata da questo Sindacato e considerata da sempre un bavaglio alla libertà di espressione, considerato che statisticamente, vivendo immersi nella civiltà tecnologica, possiamo affermare trattarsi della CIRCOLARE MENO RISPETTATA E PIU’ IGNORATA DELLA STORIA DELL’ARMA DEI CARABINIERI da parte di ogni carabiniere di ordine e grado.

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