MANRAJ, IL CARABINIERE DI ORIGINI INDIANE: “SPERO DI ARRIVARE PIÙ IN ALTO POSSIBILE”

Lui si chiama Manraj Singh, è figlio di genitori del Punjab giunti in Italia trenta anni fa e in Italia, con precisione ad Anzio in provincia di Roma, è nato e cresciuto.

Poi si è trasferito in Veneto, a 18 anni ha ottenuto la cittadinanza italiana e recentemente ha raggiunto un obiettivo per lui importante: diventare carabiniere ed essere il migliore del suo corso. L’Italia è la sua casa (“è tutta, da nord a sud, un Paese bellissimo”, dice) e per lui l’Arma è il modo migliore per tutelare i cittadini. “Carabiniere per me è la concretizzazione di tutti i miei ideali”, ha detto Manraj parlando di quegli ideali come correttezza e lealtà avuti fin da bambino e che si è cucito addosso il giorno del giuramento a Reggio Calabria davanti al ministro dell’Interno, Marco Minniti, e al comandante generale dell’Arma, generale Tullio Del Sette.

 

“Mi sono sempre impegnato al massimo, non mi pongo degli obiettivi, cerco di vivere alla giornata e spero di arrivare il più alto possibile”, ha detto ancora il neo carabiniere, che intanto sta per sostenere gli ultimi esami che lo separano dalla laurea in Ingegneria.

Ha raccontato che quando può va in India a trovare la sua nonna che vive ancora lì e ha parlato della religione, che lui considera come qualcosa di importante a cui dedica molta attenzione: “Io sono Sikh, una religione in cui si dà molta importanza al vivere nella società, ci insegnano la solidarietà”.

“I valori – ha detto ancora il primo carabiniere di origini indiane – sono dei principi che uno ha a cui deve attenersi sempre e la famiglia è una base su cui poggiarsi per far rispettare questi valori”.

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