MAGHERINI, IL POLIZIOTTO AL PROCESSO:”UNO O DUE CALCI CI SONO STATI”

Il processo per la morte di
Riccardo Magherini, entra nel vivo oggi con l’esame dei primi testimoni.
Riccardo Margherini è morto nella notte fra il 3 e il 4 marzo 2014 in Borgo San
Frediano, in strada, dopo essere stato fermato dai carabinieri. Era in uno
stato di drammatica agitazione urlava che qualcuno stava cercando di ucciderlo
e mentre era a terra immobilizzato e continuava a gridare “aiuto”,
improvvisamente è rimasto in silenzio.

Soltanto dopo diversi minuti i
medici del 118 chiamati per sedarlo si accorsero che non aveva più battito ed
era in arresto cardiaco.

Stamattina davanti al giudice
Barbara Bilosi, l’udienza è iniziata con il pm Luigi Bocciolini che ha
interrogato l’ispettore Antonio Luigi Fracasso della polizia giudiziaria
(sezione polizia di Stato) che ha ricostruito tutta la notte del quarantenne
fiorentino dall’uscita dell’hotel Saint Regis fino a Borgo San Frediano.
In particolare, il poliziotto
che ha condotto le indagini, ha riferito che dall’esame di uno dei video girati
con i cellulari dai testimoni si sentono le grida di Riccarco e una voce
fuoricampo che dice: “No i calci no…”. Riccardo era già a terra. E
il maresciallo dei carabinieri che è sul posto non dice “non abbiamo dato
nessun calcio”, ma dice a quella voce sconosciuta:
 “Non rompere”.
Per questo l’ispettore Fracasso in aula ha detto: “Ne deduco che uno o due
calci ci siano stati”…

Per la morte di Riccardo
Magherini sono accusati di omicidio colposo quattro carabinieri e due volontari
della Croce Rossa Italiana. Un terzo, in servizio quella notte è deceduto in un
incidente stradale. In aula sono presenti i familiari di Riccardo, il padre, il
fratello e la moglie, assistiti dall’avvocato Anselmo.
  

[FONTE]

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