Mafia: soldi in cambio di mancati controlli a boss, arrestato carabiniere a Licata

Nell’ambito di una indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, coordinata dall’aggiunto Paolo Guido, i carabinieri del Ros di Palermo hanno arrestato un  luogotenente dell’Arma dei carabinieri, in servizio al Reparto investigativo della Compagnia di Licata.

Il militare è accusato di induzione a consegnare denaro, traffico di monete false e rivelazione di segreto d’ufficio.

Tra gli elementi a carico del sottufficiale ci sono le dichiarazioni dell’avvocato Angela Porcello, ritenuta tra i capi di Cosa nostra agrigentina, finita in manette in una indagine che ha svelato il suo ruolo di intermediario con boss di spicco detenuti. La donna ha dichiarato ai pm che il carabiniere avrebbe chiesto 1500 euro al suo compagno, il capomafia Giancarlo Buggea, quando questi era ai domiciliari. Il sottufficiale, incaricato di controllare che Buggea rispettasse le prescrizioni imposte dalla misura, avrebbe in cambio chiuso un occhio sul comportamento del boss. Il nome del carabiniere ricorre, inoltre, in diverse intercettazioni dalle quali emergono anche suoi rapporti con una organizzazione di trafficanti di droga.

Il carabiniere, come apprende l’Adnkronos da ambienti investigativi, da “almeno quattro anni” era stato “estromesso dalle indagini più delicate” che svolgeva la Compagnia dei Carabinieri di Licata.

Il carabiniere era stato premiato per un’importante indagine

Il carabiniere era uno dei più noti della provincia di Agrigento, in quanto era stato premiato proprio di recente per una importante indagine che aveva svelato le torture su un gruppo di disabili.

Commenti Facebook
error: Content is protected !!