LO STALLO DICIOTTI: “AD UNA NAVE MILITARE ITALIANA VIENE IMPEDITO DI ORMEGGIARE IN UN PORTO ITALIANO”

Nave Diciotti ancora senza porto, 177 a bordo. Tra loro ci sarebbero 11 donne. Quinto giorno al largo di Lampedusa

“In merito alle attuali questioni che riguardano nave diciotti della guardia costiera, in qualità di delegato del Co.Ce.R, marina militare, posso affermare l’incondizionata fiducia del personale riguardo l’operato e le scelte dell’ammiraglio Pettorino, proprio comandante generale.

È doveroso anche in questa circostanza ricordare gli enormi sacrifici che poco più di 10.000 uomini affrontano per assicurare alla nazione anche la polizia ambientale, i controlli sulla filiera della pesca, sicurezza alla navigazione, la polizia marittima ecc.ecc.

È ora che la politica in senso lato risolva le questioni derivanti dalle dipendenze funzionali a livello nazionale e in merito ai flussi migratori a livello internazionale.

Nel frattempo si sappia che i colleghi imbarcati sulla Diciotti non sono certamente in crociera di piacere.

Avendo contattato qualche collega di bordo posso dire che l’equipaggio é sereno di svolgere il proprio dovere in aderenza alla costituzione.

Ma e’ fondamenale non dimenticare che per neanche tre euro a l’ora, l’equipaggio sta svolgendo e gestendo diverse attività.

Esigenze sanitarie, assistenza sociali e pratiche come per vitto e alloggio ecc.., come se fosse tutto normale. Per non parlare di ordine pubblico. I migranti a bordo, potenzialmente sarebbero disposti a tutto se dovessero venire a sapere che li si riaccompagna indietro nella Libia da cui sono partiti.

Cio’ che si auspica è che il sacrificio silenzioso dei nostri “guardia coste” non venga dimenticato ma valorizzato in quanto patrimonio, sopratutto culturale, della nazione.

 

Antonello Ciavarelli delegato Co.ce.r. marina militare – guardia costiera