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(Massimiliano Ronchi) – Ieri
pomeriggio a 50 miglia da Tripoli, 4 terroristi armati di kalashnikov hanno
attaccato una Motovedetta della nostra Guardia Costiera mentre trasbordava i
clandestini e sotto le minacce delle armi, hanno voluto appropriarsi del
barcone svuotato.

L’ANSA ha affermato che i nostri militari non erano armati:
molto probabilmente si riferiva al fatto di non disporre di armi adeguate,
oltre al consueto revolver in dotazione di tutti i militari, per contrastare
gli attacchi pirateschi. Oltre al rischio di contrarre infezioni, ora
facciamo rischiare anche la pelle ai militari o farli catturare dall’Isis per
poi richiedere un congruo riscatto per finanziare le loro azioni terroristiche.

Aspettiamo la “celere” risposta
dei vari responsabili del servizio taxi, operato dalla nostra Marina Militare:
i Ministri competenti, il Capo di Stato Maggiore della Marina, il Comandante
Generale della Guardia Costiera, per spiegare come intendono proteggere i
nostri militari mandati allo sbaraglio.

FONTE

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