Esteri

Libia: alle 10.02 finisce incubo, pescatori riabbracciano famiglie ‘trattati malissimo’

L’attesa, durata quasi 111 giorni, finisce alle 10.02 minuti in punto, quando i pescherecci ‘Antartide’ e ‘Medinea’, sotto una pioggia battente, imboccano il porto nuovo di Mazara del Vallo (Trapanoi). Eccoli, i 18 pescatori che mancano da quasi quattro mesi. Sono molto provati, stanchi, sciupati, ma sorridono. Qualcuno esce a prua e prima di attraccare si sbraccia per salutare i parenti che li aspettano sulla banchina, sotto due gazebo bianchi, montati ieri sera per il loro arrivo. 

Ma prima di scendere i 18 pescatori devono sottoporsi a una visita medica e anche al tampone. Prima quello antigenico o rapido e poi quello molecolare. L’esito arriva dopo pochi minuti: sono tutti negativi. Finalmente possono andare ad abbracciare le moglie, i figli, le madri, i padri. Che li aspettano con tanti palloncini verdi, rossi e bianchi, i colori della bandiera italiana.

La più emozionata di tutti è ‘Mamma Rosetta’, Rosetta Ingargiola, la madre di Pietro Marrone, l’inossidabile comandante del peschereccio ‘Medinea’. E’ stato lui, due giorni fa, a raccontare al suo armatore, Marco Marrone, in collegamento radio, quanto sono stati duri i 108 giorni di prigionia. Tenuti in celle fredde, senza letti, al buio.

(Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova)

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