Editoriale

LEVA OBBLIGATORIA PER OTTO MESI: LA PROPOSTA AL SENATO

(di Marina Crisafi) – Reintrodurre la “naia” per 8 mesi. È quanto propone il disegno di legge di iniziativa del senatore leghista Sergio Divina, presentato al Senato il 26 maggio scorso e assegnato, poco prima della pausa estiva, alle commissioni riunite affari costituzionali e difesa, in sede referente.

Il ddl, recante “Ripristino del servizio militare e civile obbligatorio in tempo di pace e delega al Governo per la sua attuazione” si legge nella relazione, propone di ripristinare un periodo di ferma obbligatoria, quantificato in 8 mesi con “l’obiettivo di ricostruire una cultura della solidarietà e per rispondere altresì ad alcuni bisogni primari del territorio, soprattutto in situazioni in cui dovessero manifestarsi necessità particolari, dando modo a tutti di rendersi utili alla società nell’ambito per il quale ognuno si sente più portato: la protezione civile o la difesa militare”.

Questo nella convinzione, si legge ancora, che “valorizzare le proprie radici geografiche può significare anche dedicare un periodo della propria vita al territorio di appartenenza durante il quale svolgere forme di servizio civile o militare”.

Il ripristino della ferma obbligatoria

Il ddl propone dunque di ripristinare un periodo di ferma obbligatoria di otto mesi.

Non solo. Si intende altresì fornire, si legge nel testo, “alle Forze armate un bacino più ampio di riserve mobilitabili, qualora la situazione internazionale non accenni a migliorare e risulti invece indispensabile affiancare ai professionisti attuali, di cui peraltro dovrebbe essere ridotto in modo consistente il numero, una più vasta platea di persone che abbiano svolto un servizio militare addestrativo di base”.

Scelta tra servizio civile o militare

Il testo propone la scelta tra servizio civile o militare, prevista in maniera paritaria per gli uomini e le donne, che “potrà essere fatta da ciascun cittadino prima dello svolgimento della prestazione, da assolversi nel periodo di tempo tra la maggiore età e il compimento dei ventotto anni, compatibilmente con il percorso scolastico ed universitario dei giovani, esattamente come accadeva fino al 2005″.

Servizio militare o civile nella propria regione

Il servizio civile o militare che sia sarà svolto nel territorio della propria regione “in modo da dare forza al territorio di appartenenza attraverso la messa a disposizione di energie umane che già vi risiedono”. La formazione di coloro che opteranno per il servizio civile verrà affidata alla protezione civile.

Spetterà al governo il compito di adottare uno o più decreti legislativi finalizzati alla riattivazione della leva obbligatoria o del servizio civile obbligatorio in tempo di pace.

Il servizio sarà retribuito e varrà a fini pensionistici. Spetterà sempre al governo determinare “la retribuzione ed il trattamento pensionistico relativo al periodo di prestazione del servizio civile o militare”, nonché la copertura finanziaria attraverso un apposito fondo nazionale. (StudioCataldi.it)

 

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