Legge sull’agibilità sindacale per i militari. Il gioco al ribasso e le differenze tra il dire e il fare.

Il Parlamento licenzia in prima lettura il testo che adesso passa al Senato. I sindacati riconosciuti si dichiarano delusi per un testo che avrebbe potuto godere di un piglio più coraggioso, i Parlamentari della Commissione difesa invece difendono (non tutti a dire il vero) il “compromesso” raggiunto.


Parola al Senato dunque, dove i sindacati dei Militari regolarmente costituiti proveranno a sensibilizzare il Ministro della Difesa Guerini ed i Senatori per quella che rischia di essere la più grande delusione che i militari italiani subiranno in termini di diritti negati.

Emerge infatti dal testo licenziato che vi sono vere e proprie limitazioni al diritto d’espressione. Datori di lavoro che potranno impedire, con un procedimento disciplinare a che un militare pure se eletto non possa rappresentare i suoi colleghi.
Difficoltà perfino ad utilizzare i locali interni ai reparti.
Un’ingiustificato accanimento che nulla ha a che vedere con la coesione interna ed i compiti d’istituto delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad Ordinamento Militare.

Fino ad ora tutte le forze politiche hanno detto, a parole, che sono grate alle nostre Forze Armate e alle donne e uomini che le compongono ma….. nel momento in lui occorreva dimostrarlo ascoltandone le istanze….. non è stato propriamente così.

Fino ad ora l’amministratore difesa ha sostenuto, in tutte le sedi istituzionali, che il personale è deve essere posto sempre al centro dell’organizzazione ma a leggere il testo approdato al Senato pare che si sia fatta molta più attenzione a tutelare la serenità del datore di lavoro piuttosto che le prerogative di chi tutela i diritti e le legittime aspettative del personale.

Ad ogni modo fonti certe confermano che è stata inviata nei giorni scorsi apposita “informativa” al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul comunicato congiunto dei sindacati militari di:

Esercito
Carabinieri
Marina
Guardia di Finanza
Aeronautica
Guardia Costiera.

Ma non è tutto, perfino la Rappresentanza Militare che è parte integrante dell’amministrazione difesa grida allo scandalo con analoga richiesta di audizione al Sottosegretario di Stato alla Difesa con delega alla rappresentanza militare.

Invero, apposita delibera a firma del Presidente del Co.Ce.R Interforze, Generale della Guardia di Finanza Giancarlo Trotta, votata all’unanimità ne evidenzia l’incidenza fortemente negativa.


CGL CISL e UIL, nonché i Sindacati di Polizia maggiormente rappresentativi, auditi dalla Commissione Difesa avevano appoggiato anch’essi le ragionevoli istanze dei sindacati militari..

Nonostante tutto questo non si è avuto neanche l’ardire di prevedere quel “minimo sindacale” che avrebbe potuto evitare una situazione che se non gestita al meglio potrebbe ricalcare quella che portò, nel 2017 all’astensione volontaria dalle mense che riguardò quasi il 90% dei reparti militari dell’Esercito, solo che questa volta la materia “del contendere” non è un riordino delle carriere ma si parla di qualcosa di diverso, i diritti da sancire in capo ai lavoratori delle 3 Forze Armate e delle 2 Polizie ad Ordinamento Militare per i prossimi 50 anni.
I diritti di cittadini in uniforme.

A chi giova che i sindacati non entrino nel merito delle procedure concorsuali e dunque alla selezione meritocratica?

A chi giova che non si possa mettere il naso su regole d’appalto per l’approvvigionamento di equipaggiamenti e mareriali?

A chi giova limitare il diritto di parola del sindacalista legandolo alla dipendenza gerarchica e al grado posseduto?

A chi gioverebbe, insomma, un sindacato depotenziato nel modo con il quale si sta pensando di attuarlo?

Che per essere rappresentativo debba superare soglie legate agli organici totali della forza armata a differenza di tutti gli altri sindacati che hanno a riferimento il dato associativo?

Perché questa impronta “punitiva” contro una realtà democratica e partecipativa quale è quella dei sindacati?

Cosa hanno a che fare questi temi con la funzionalità dell’amministrazione difesa?


Il Senato della Repubblica audirà per il tramite della IV Commissione Difesa i sindacati nascenti ed in particolare le 17 sigle che hanno chiesto di essere ascoltate oppure no?

Il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione nonché Capo delle Forze Armate Italiane interverrà per sensibilizzare il Ministro Guerini all’ascolto delle istanze prodotte dai rappresentanti del personale?

Sarà dalle risposte che perverranno a questi interrogativi che si comprenderà realmente la differenza fra il dire e il fare.

Dott. Marco Votano
Segretario Generale
Libera Rappresentanza dei Militari

Un uomo libero.

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