L’addio al maresciallo della Guardia di Finanza: rispettate le sue volontà

Nessuna divisa e tantissima gente ai funerali di Beniamino Presutti, il maresciallo della Guardia di finanza che si è ucciso con un colpo della pistola d’ordinanza. Rispettate le sue ultime volontà, scritte in una mail in cui ha spietato il perché dell’estremo testo. “Ai miei funerali non voglio che ci sia la rappresentanza della Guardia di finanza ma solo gli amici, in abiti civili, che ho conosciuto nel corso degli anni travagliati che ho trascorso nel Corpo”.

E così è stato. Tantissimi amici e conoscenti gli hanno dato l’ultimo saluto il 2 settembre, nella chiesa di sant’Antonio da Padova a Vitorchiano, stringendosi al dolore dei suoi familiari. Sul sagrato della chiesa il feretro è stato accolto da un lungo applauso.

IL CASO E LE ACCUSE

Ha aspettato la fine del turno di servizio e si è ucciso con un colpo della sua pistola di ordinanza. La vittima del disperato gesto è Beniamino Presutti, 50enne nato a Perugia ma residente a Vitorchiano. Viveva a Pistoia dove, come maresciallo aiutante della Guardia di finanza, era in servizio presso la sala operativa del comando provinciale della città toscana e dove il 28 agosto, si è tolto la vita. Il militare da poco avrebbe ottenuto il trasferimento a Viterbo, ma in un settore diverso da quello in cui era specializzato. Prima di morire, Presutti ha inviato una mail ad alcuni familiari e organi di informazione spiegando il perché dell’estremo gesto e puntando il dito in maniera molto dura contro la Guardia di finanza.

LA LETTERA 

“Preciso che questo mio gesto è legato esclusivamente alle vicende lavorative in quanto non ho problematiche fisiche, familiari ed economiche. Se sono arrivato a questo punto è perché nella Guardia di finanza c’è una tensione altissima. La gerarchia vuole che agli occhi dell’opinione pubblica l’immagine del Corpo appaia perfetta, senza interessarsi minimamente del personale.

Sono stato impiegato per più di 25 anni in sala operativa, prendendo una specializzazione e diverse qualifiche necessarie per poter operare in settori di servizio specifici. Ed ora, ottenuto il trasferimento a Viterbo, dopo quasi 29 anni di servizio e innumerevoli domande presentate, sono stato destinato a un settore completamente diverso, che non ho mai fatto, nonostante ci siano uffici alla stessa sede in cui è previsto l’impiego di personale con la mia specializzazione.

Questo nuovo impiego a cui sarò destinato ha suscitato in me una forte tensione emotiva dovuta anche allo stress che ho accumulato nel corso degli anni di servizio, poiché sono stato impiegato anche in turni di 12/18 ore continuative o senza rispettare l’intervallo tra un turno e l’altro che deve essere di 11 ore (invece molte volte nella stessa giornata ho fatto 8/14 e poi 20/08 oppure 20/08 e poi 14/20). Ai miei funerali non voglio che ci sia la rappresentanza della Guardia di finanza ma solo gli amici, in abiti civili, che ho conosciuto nel corso degli anni travagliati che ho trascorso nel Corpo”.

La presenza della Guardia di Finanza al funerale del Maresciallo Presutti

“Già dagli istanti immediatamente successivi alla tragedia, come Corpo ci siamo messi totalmente a disposizione della famiglia – spiega il Colonnello Pecorari in una nota di Tusciaweb – C’è una speciale aliquota di personale che è formata proprio per offrire assistenza psicologica ai famigliari. E già nella prima mattinata di domenica, insieme ai carabinieri, li abbiamo incontrati, portando la nostra vicinanza”.

La Guardia di Finanza si è impegnata nell’offrire “supporto logistico per andare a recuperare la salma e trasferirla a Viterbo prima delle esequie, nel caso in cui la famiglia lo richieda e lo desideri” prosegue il colonnello. “Presutti nella mail è stato molto chiaro per cui rimettiamo ogni decisione ai suoi cari. Abbiamo, anche in questo caso, dato la nostra completa disponibilità a partecipare. Qualora lo vogliano, noi saremo formalmente presenti in divisa. Altrimenti ci saremo in borghese, a titolo personale. Perché il maresciallo è e sarà per sempre uno dei nostri. Non si cancellano 29 anni di servizio…”. 

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