La replica della Polizia stradale: “Mai previsto lo stop agli inseguimenti di chi forza un posto di blocco”

Ha suscitato non poche polemiche la circolare della Polizia Stradale della Lombardia che sembrava scoraggiare gli agenti dall’intraprendere inseguimenti stradali nei confronti di chi non intenda fermarsi all’alt ai posti di blocco. 

La circolare, a firma del dirigente regionale del settore Maria Dolores Rucci, in effetti invita gli agenti dell’intera regione a operare “col massimo livello di prudenza e di accortezza” verso le auto che non rispettano l’alt e scappano. Limitandosi ad annotare la targa, il tipo e il modello di auto, a segnalare via radio “a tutte le altre Forze di Polizia presenti sul territorio per il rintraccio dei fuggitivi”. Il suggerimento è a privilegiare la sicurezza: “La reazione del personale della Specialità deve essere attenta e ponderata tenendo in conto in primis dell’esigenza di salvaguardare la sicurezza di tutte le persone che circolano su strada”, “procedendo con la dovuta cautela” e pensando alle “possibili responsabilità penali e disciplinari determinate da un comportamento imprudente, evidenziando il profilo etico correlato alle conseguenze di ordine morale che scaturiscono dal ferimento o dal decesso di persone direttamente coinvolte o estranee”.

Gianpiero Timpano, segretario nazionale del Sap la descrive come “davvero mortificante”, aggiungendo che la loro attenzione fosse rivolta ad “assicurare i delinquenti alla giustizia e non alle conseguenze interne”.

Anche il COISP, il sindacato indipendente di polizia, in una nota del segretario Domenico Pianese, commenta il documento come “singolare e decisamente non in linea con i compiti della Polizia di Stato”, sottolineando “che in alcuni casi chi forza un posto di controllo lo fa perché è un latitante o perché ha appena commesso una rapina, un omicidio o ha l’auto piena di droga”.

Ai commenti si aggiungono le parole di Antonio Attanasio dell’Usip: “Giusto sottolineare l’attenzione a tutti gli utenti della strada, stona il richiamo alla responsabilità. Forse una maggiore sinergia tra reparti potrebbe scongiurare situazioni difficili per tutti”.

Daniele Bena del Silp-Cgil invece suggerisce una diversa chiave di lettura della circolare: “Richiama una normativa che già esiste, di buon senso, perché tutela gli operatori: bisogna calibrare ogni intervento, che è ben diverso dal dire di non inseguire. Poteva senz’altro essere scritta in maniera diversa, ma il senso è quello lì”.

Per riportare un po’ d’ordine nella vicenda alla fine è stata rilasciata una comunicazione ufficiale della Polizia Stradale in cui si precisa che il documento è stato diffuso dal comando regionale lombardo e che “In riferimento agli articoli apparsi sugli organi di stampa concernenti le direttive impartite, […] si precisa che non si è mai voluto venir meno al compito di inseguire gli automobilisti inottemperanti all’obbligo di arrestarsi all’alt, le stesse bensì trovano origine nell’esigenza di garantire la maggiore tutela possibile all’incolumità degli utenti stradali e degli stessi operatori di polizia, raccomandando a questi ultimi di adottare in tali occasioni tutte le opportune cautele senza, ovviamente, venir meno ai propri compiti istituzionali”.

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