LA POLIZIA PENITENZIARIA CHE NON VOGLIONO, EPPURE LI SALVERÀ, PURTROPPO

Il 4 aprile il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato all’inaugurazione della Scuola Superiore di Polizia per l’apertura dell’anno accademico 2016 ma, come abbiamo già detto, non sarà presente all’Annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria che, detto tra le righe, non si sa ancora se, quando e come sarà celebrata.

L’8 aprile, il Ministro Orlando,  ha presenziato alla cerimonia dell’intitolazione della Casa Circondariale di Roma-Rebibbia a Raffaele Cinotti, Vice Brigadiere degli Agenti di Custodia, ucciso a 28 anni  dalle brigate rosse il 7 aprile 1981 davanti al portone di casa, mentre si stava recando in servizio presso tale istituto dove era caporeparto del settore isolamento giudiziario. Durante la cerimonia il Ministro, giunto con quasi un’ora di ritardo, dopo essersi brevemente soffermato sulla figura del Vice Brigadiere insignito di medaglia d’oro al merito civile alla memoria,   raccontano che abbia parlato di Riallineamento (unico provvedimento favorevole del Corpo ad oggi a lui attribuibile), della sentenza Torregiani e degli stati generali dell’esecuzione penitenziaria.

Invero, gli stati generali dell’esecuzione penitenziaria non sappiamo bene cosa siano, a cosa servano o siano serviti nella gestione del carcere in Italia, o per gli interessi della Collettività nazionale e quanto siano costati ai Cittadini, e non solo perché, benché invitati, non siamo andati. Sappiano però che il “famigerato” Tavolo 15 (quello che avrebbe ereditato e poi dilapidato la polizia di giustizia dalla Commissione Gratteri) è diretta emanazione degli stessi che si concluderanno, sempre a Rebibbia il 18/19 aprile alla presenza del Capo dello Stato Mattarella. Non sappiamo, inoltre come mai  il Presidente Mattarella ci vada e, ingenuamente, immaginiamo che magari ritenga di incontrare lì la Polizia Penitenziaria, piuttosto che all’Annuale del Corpo. Siamo peraltro sicuri che in tale contesto la Polizia Penitenziaria, che rappresenta l’87% del Personale Penitenziario,  non ci sia proprio se non per le “solite” incombenze legate alla sicurezza delle autorità presenti; certamente, però,  la Polizia Penitenziaria c’è qualche metro oltre l’auditorium del carcere sede dell’evento, a prestare servizio in sparuto numero nelle sezioni detentive  perché chiamata a presidiare un perimetro esterno privo di telecamere e di antiscavalcamento, ovvero a piantonare soggetti spediti in ospedale per un mal di pancia, ovvero ed ancora a prendere schiaffi nei reparti senza poter procedere disciplinarmente perché i medici non autorizzano le esclusioni dalle attività in comune.

Non vogliano, non possiamo e soprattutto non dobbiamo criticare le scelte del Presidente della Repubblica e del Ministro della Giustizia, anche se tali scelte possono sottendere che della Polizia Penitenziaria ci si voglia liberare quanto prima. Ci meraviglia però che ad avere maggiormente in uggia la Polizia Penitenziaria siano quell’Amministrazione e quella dirigenza penitenziaria non di polizia, che senza il Corpo non sopravviverebbero un’ora di più, per lasciare il posto in carcere a cooperative-associazioni e confratellite varie. Come altro spiegarsi infatti che tuttora negli incontri sul Riordino delle Carriere, oramai conclusivi  al Ministero dell’Interno, quell’Amministrazione e quella dirigenza (loro vanno e trattano Noi lo sappiamo solo qualche giorno dopo. se pure lo sappiamo) resistano strenuamente all’idea di avere anche un solo Dirigente Generale di Polizia Penitenziaria, restando legati mani e piedi agli 8 primi dirigenti e 4 dirigenti superiori  del 2.000, ed ancora continuino a giocare sui numeri: 40-140, più o meno,  nel nuovo ruolo dirigenziale di Polizia che più meno rappresenterebbe, in proporzione, meno del 20% di quanto invece Carabinieri, Polizia di Sato e Finanza attueranno.

Non solo sanno o non lo vogliano sapere che un periodo storico, il loro, sta terminando, che concorsi da direttore penitenziario non ne faranno più e che solo una Penitenziaria Penitenziaria con una dirigenza interna qualificata e numericamente adeguata li può salvare?

OSAPP
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