LA POLIZIA CHIEDE RINFORZI: “SIAMO INVASI DAI MINORI CHE VENGONO A SBALLARSI QUI” – LA MODA DEI “TAMPAX ALCOLICI”: PRENDERE ALCOL PER VIA VAGINALE O RETTALE

«Se è tramontana si va sullo Jonio, se è scirocco
sull’ Adriatico…», ormai l’ hanno imparata tutti, qui, la vecchia regola
marinara diventata patrimonio dell’ umanità per i giovani del pianeta che
vengono a fare il bagno a centinaia di migliaia in questo paradiso che è il
Tacco d’ Italia, altrimenti detto Salento. Ci si alza al mattino e si punta l’
indice verso il blu in attesa del responso di Eolo.

La giornata al mare inizia così. Ma per qualcuno poi
finisce con una sbornia in una delle tante discoteche che circondano le
spiagge. E a volte è anche peggio, sono pasticche, sballo. Fino a stordirsi.
Fino a morire. Come Lorenzo l’ altra sera al «Guendalina».
Il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, dice che
quest’ anno è record assoluto: 30 per cento in più di presenze turistiche in
generale, il 40 per cento in più solo a Gallipoli, la perla dello Jonio, dove
tra luglio e agosto dell’ anno scorso furono prelevati 54 milioni di euro agli
sportelli dei bancomat cittadini.
Quest’ anno solo a luglio hanno raggiunto quota 30
milioni. Venticinquemila abitanti d’ inverno che d’ estate diventano dieci
volte di più. Un business pazzesco, il divertimentificio d’ Italia abita qui.
Novecentomila persone vivono in Salento da settembre
a giugno: poi per due mesi la popolazione sfiora i 2 milioni e i giovani sono
attratti più degli orsi dal miele. Maurizio Pasca, che presiede l’ associazione
dei locali da ballo italiani e internazionali, dice che il Salento ormai ha
superato la Riviera romagnola: le discoteche, da 8 che erano nel 2000, son
diventate 50. Contro le 42 dei rivali.
Movida permanente e internazionale. Giancarlo
Piccirillo, direttore di Puglia Promozione, cominciò l’ anno scorso il suo
lavoro pubblicizzando il Salento a Londra, Parigi, Berlino, Dublino, Monaco e
Vienna.
Gli effetti si vedono. Ragazzi inglesi, francesi,
americani e russi, li incontri sull’ Adriatico a Otranto dove ci sono il Bahia,
il Kale Kora tra San Cataldo e San Foca, il Blue Bay a Castro con le piscine e
le palme che sembra Ibiza. A Porto Cesareo, sulla costa jonica, invece c’ è l’
Hookipa in stile California, ombrelloni di paglia e tavole da surf.
Si balla sempre, dalla mattina alla sera e dalla
sera alla mattina, in Salento, l’orologio non lo guarda nessuno. Non c’ è
differenza tra notte e giorno: al Samsara, lo stabilimento più in voga tra i
vacanzieri gallipolini, un bosco di braccia tese col selfie-stick, alle 5 del
pomeriggio vengono tolti i lettini dalla spiaggia che diventa una pista da
ballo rovente. I ragazzi ordinano il secchiello delle mille cannucce colmo di
mojito e invitano a bere più ragazze possibili. Arte antica dell’ acchiappo.
I carabinieri del capitano Michele Maselli, così,
ormai hanno rinunciato alle ferie d’ agosto. C’ è troppo da lavorare: «Abbiamo
un’ invasione di minorenni – raccontano -. Ragazzine di 16 anni attratte dal
sogno di una vacanza no-limits che arrivano a gruppi con in tasca 300 euro e la
delega dei genitori per affittare le case».

Minorenni
che ballano e si sballano. Ora è spuntato un nuovo modo per farsi male. A
Gallipoli li chiamano «tampax alcolici» e sono l’ ultima assurda perversione.
Ragazzi e ragazze imbevono di vodka gli assorbenti, l’ indossano per via
vaginale o rettale e assumono l’ alcol in questa strana maniera, non più
scolandosi decine di «shottini» a raffica, ma mandandolo in circolo così,
attraverso le mucose.

«Bastano
cinque minuti, l’effetto è immediato», confermano gli investigatori, dopo aver
sequestrato una montagna di tampax nei giorni scorsi a una donna di Terlizzi
(Bari) venuta a spacciare col suo compagno in un camping.

Il
prefetto di Lecce, Claudio Palomba, ha chiesto al capo della polizia,
Alessandro Pansa, l’invio di 50 uomini in più (richiesta esaudita) in vista
del Ferragosto quando al Parco Gondar di Gallipoli ci sarà il clou, col dj
Hardwell, 130 mila euro di cachet solo per lui, idolo dei ragazzini che
accorreranno almeno in 10 mila, un’ autentica icona house che sabato sarà alla
Baia Verde.
Sul lungomare, però,
non c’ è un lampione.
La strada che porta dal Parco Gondar fino agli
stabilimenti e alle discoteche di grido, il Samsara, lo Zen, il Praja, di notte
è buia da far paura. Perfetto nascondiglio per i neri pusher del Gambia pronti
allo smercio con le loro dosi nelle mutande.
La giornata-tipo del baby-vacanziere è un cerchio di
difficile comprensione: va a dormire alle 6 del mattino, si sveglia a
mezzogiorno, fa colazione, ritorna a dormire, poi alle quattro va in spiaggia,
balla fino alle otto, torna a casa, si fa una doccia, cena veloce e poi via
dalle dieci di sera di nuovo a ballare fino alle 6: Le Cave, Praja, Rio Bo.
Musica che pompa e cuore che batte forte. Dopo l’
ultima tragedia al Guendalina, Francesco Susca, vero «king of the night», 42
anni, barese, dice di avere la forte tentazione di mollare il Salento e puntare
su Malta: «Andata e ritorno 48 euro di volo, ai giovani conviene…».
Quattro notti fa, in visita al suo Praja, musica
psichedelica e palmizi al centro come all’ Ushuaia di Ibiza, sono arrivati i
carabinieri in borghese del tenente Ferdinando Angeletti, nucleo radiomobile,
col cane Boss che ha fiutato addosso a un albanese mezzo grammo di cocaina.
Intorno, sulle note del dj Danny Tenaglia, minorenni e no continuavano a
danzare barcollanti dopo l’ ultimo gin & cointreau. Si balla e ci si
sballa, si viene e si sviene, in Salento.  

Fonte: di Fabrizio Caccia per “Corriere della
Sera” tramite Dagospia.com